La figura di Raimondo di Sangro, noto alchimista e audace sperimentatore, è avvolta da numerose leggende, e una di esse riguarda il velo che copre il Cristo di Sanmartino ovvero il Cristo Velato di Napoli.
Da più di duecentocinquant’anni, viaggiatori, turisti e anche alcuni studiosi, meravigliati dalla trasparenza del sudario, hanno erroneamente attribuito questa caratteristica a un presunto processo alchemico di “marmorizzazione” eseguito dal principe di Sansevero.
In realtà, il Cristo Velato è un’opera interamente scolpita dal marmo, ottenuta da un unico blocco di pietra, come documentato in vari resoconti dell’epoca e osservazioni dettagliate.
Tra questi un documento conservato presso l’Archivio Storico del Banco di Napoli conferma un pagamento anticipato di cinquanta ducati a Giuseppe Sanmartino, effettuato da Raimondo di Sangro (il costo totale della statua ammonta a cinquecento ducati).
In tale documento datato 16 dicembre 1752, il principe specifica chiaramente: “E pagherete a Giuseppe Sanmartino i suddetti cinquanta ducati in anticipo per la statua del Nostro Signore morto coperta da un velo fatto anch’esso di marmo…”.
Nelle lettere inviate al fisico Jean-Antoine Nollet e all’accademico della Crusca Giovanni Giraldi, il principe descrive il velo trasparente come “realizzato dallo stesso blocco della statua”.
Il Cristo Velato è un’opera straordinaria dell’arte barocca
Anche Giangiuseppe Origlia, il principale biografo del Settecento di di Sangro, specifica che il Cristo è “completamente coperto da un velo trasparente, realizzato dallo stesso marmo”. Dunque, il Cristo velato rappresenta una straordinaria opera dell’arte barocca, interamente merito del genio di Sanmartino e della fiducia che gli fu accordata dal suo committente.
Il fatto che l’opera sia stata ricavata da un unico blocco di marmo, senza ricorrere a trucchi alchemici, aggiunge un ulteriore fascino a questa statua.
Nonostante ciò la leggenda del velo persiste. L’aura di mistero che circonda il principe di Sansevero e la trasparenza “liquida” del sudario continuano a nutrire questa credenza.
Va notato, tuttavia, che era intenzione di di Sangro – in questa come in altre occasioni – suscitare stupore: non a caso egli stesso notò che quel velo marmoreo era così sottile e “realizzato con tale abilità da stupire anche gli osservatori più esperti”.