Pozzuoli, anticamente conosciuta come Puteolis, costituisce una delle zone archeologiche più affascinanti a livello mondiale. Situata sul golfo omonimo, si colloca nell’area vulcanica dei Campi Flegrei, una vasta caldera attualmente in stato di quiescenza, ma che ha conosciuto un passato di fervente attività vulcanica.
Fondata nel VI secolo a.C. da coloni greci che le diedero il nome di Dicearchia, traducibile come “governo giusto”, la città fu successivamente ribattezzata dai Romani come Puteolis, in riferimento ai “piccoli pozzi putidi” che caratterizzavano la zona e emanavano vapori sulfurei.
In epoca imperiale romana Pozzuoli divenne il principale porto del Mediterraneo, epicentro degli scambi commerciali più rilevanti dell’intera area.
Le tre chiese spettacolari a Pozzuoli
Tra le testimonianze più rilevanti di Pozzuoli spicca la Basilica di San Procolo martire, ovvero il Duomo della città. Questo edificio, di antica datazione, risalente presumibilmente all’epoca greca o sannitica, si erge sulla sommità del Rione Terra, il nucleo abitativo originario di Pozzuoli.
All’interno custodisce i resti di due costruzioni di epoche distanti: il Tempio di Augusto, risalente al 78 a.C., e il Duomo barocco della seconda metà del Seicento. Nel corso del V-VI secolo, il tempio fu adattato a chiesa cristiana, utilizzando la struttura originale. Tuttavia, nel 1538 subì danni a causa del bradisismo.
Tra il 1994 e il 2003, le autorità campane, insieme al neonato Rione Terra, realizzarono un progetto internazionale che portò alla “rinascita” del Duomo di San Procolo. Dopo un decennio di lavori, nacque un nuovo complesso, il Tempio–Duomo.
Nel 1580 fu eretto il Santuario di San Gennaro a Pozzuoli, celebre per sorgere sul sito esatto dove San Gennaro e i suoi sei compagni subirono il sacrificio della decapitazione. All’interno della cappella destra, lungo la navata, è conservata la lastra su cui, secondo la millenaria leggenda, avvenne il tragico evento.
Affermano che nei giorni precedenti all’anniversario di tale sacrificio, le presunte tracce di sangue del Santo acquistino un colore vermiglio intenso, mentre nel resto dell’anno la pietra mantiene il suo colore nero.
La Chiesa dell’Assunta detta Purificazione a Mare
La Chiesa dell’Assunta è l’antico luogo di culto dei pescatori del pittoresco borgo di mare, situandosi proprio sulle rive della darsena. A causa della sua prossimità al mare, la chiesa era conosciuta come Purificazione a Mare.
Tuttavia, non ha mai conosciuto tranquillità: essendo ubicata così vicino al litorale, è stata spesso soggetta alle irruzioni delle onde durante la stagione invernale. Questi frequenti eventi danneggiavano l’edificio e ne compromettevano l’accessibilità.
Per questo motivo i confratelli presero la decisione di erigere una nuova chiesa nel 1743. Questa sempre dedicata alla Purificazione di Maria, fu costruita su un terreno donato dal Municipio di Pozzuoli, l’attuale via G. Marconi.
A seguito di numerose discordie tra i membri della confraternita e i marinai, si decise per la definitiva separazione dei due santuari. Nel 1872 una violenta mareggiata devastò l’edificio sacro, spingendo i pescatori a finanziarne la ricostruzione nel 1876, spostandola più a monte rispetto alla collocazione originaria, così da allontanarla dalle acque marine. Quella che ammiriamo oggi è il risultato di tale ricostruzione del 1876.