La leggenda delle castagne del prete: origine del nome

La leggenda delle castagne del prete: origine del nome

Con l’arrivo del freddo invernale, è tempo di accogliere a braccia aperte le castagne, vere e proprie protagoniste della stagione più gelida. Sia che vengano bollite, arrostite o essiccate, le castagne sono un simbolo irrinunciabile, perfette da condividere a tavola tra amici e parenti, accompagnate da piacevoli conversazioni e un buon bicchiere di vino.

Tra le varietà più celebrate, spiccano le “castagne del prete”, frutto di una tradizione culinaria radicata nella terra campana. Originarie di Montella, in provincia di Avellino, rinomata soprattutto per la sua produzione di castagne, queste preziose delizie sono riconosciute come prodotto DOP in tutta l’area irpina.

L’origine del nome delle castagne del prete: perché si chiamano così

Il nome di questo prelibato frutto è avvolto da leggende suggestive. Una narrazione vuole che fosse un tempo i monaci irpini a produrle. Ma una versione più fantasiosa racconta di un prete che ricevette in dono un’abbondante quantità di castagne. Le caricò sul suo mulo per portarle a casa, ma l’animale inciampò in un fiume, facendo cadere i frutti in acqua. Nonostante le risate del villaggio, il prete non si diede per vinto: tornò a casa e mise le castagne nel forno per asciugarle, dando vita alla gustosa ricetta che prenderà il suo nome.

Sebbene la storia del prete sia fantasiosa, offre una spiegazione chiara del processo di preparazione. Le castagne, appena raccolte, sono umide a causa dell’alto contenuto d’acqua.

La prima fase per creare le “castagne del prete” implica l’essiccazione all’interno dei “gratai“, strutture costantemente riscaldate per dieci giorni, per renderle secche. Successivamente, secondo la tradizione irpina, vengono tostate in forni roventi per ottenere un sapore intenso.

Tuttavia, a questo punto, il frutto diventa secco e fibroso, il che rende necessaria l’ultima fase di preparazione: l’immersione delle castagne nell’acqua fino a renderle nuovamente morbide, senza comprometterne il gusto. Una bontà tutta campana.