“Va’ a vasa’ ’o pesce ’e San Rafele”, la tradizione a Napoli per la fertilità

“Va’ a vasa’ ’o pesce ’e San Rafele”, la tradizione a Napoli per la fertilità

“Va’ a vasa’ ‘o pesce ‘e San Rafele” “Vai a baciare il pesce di San Raffaele” era una strana benedizione che un tempo veniva rivolta alle giovani e affascinanti donne, unendo un tocco di serietà e di scherzo. Questo rituale affonda le sue radici in una fusione di antiche usanze pagane campane e pratiche cristiane.

Secondo l’iconografia legata al racconto biblico del Libro di Tobia, San Raffaele viene spesso rappresentato con dei pesci tra le mani, dando origine a questa strana usanza.

Perché si usava dire “Va’ a vasa’ ‘o pesce ‘e San Rafele”

Un’antica pratica che mescolava le tracce delle ritualità campane pagane legate alla fertilità con le credenze popolari cristiane, prescriveva che le donne sterili e le giovani in cerca di marito si recassero a “baciare il pesce” del santo.

La vista del mare come fonte di fertilità e il pesce come simbolo cristiano antico rendevano questo rito accettabile, nonostante il sottinteso riferimento sessuale nel termine “pesce”, usato in napoletano come eufemismo per “pene”.

La Chiesa di San Raffaele, o meglio dei Santi Raffaele e Margherita da Cortona, sorge nel quartiere di Materdei e incanta i turisti e non solo con la sua facciata barocca. La sua costruzione risale al 1759, ad opera dei canonici Marco Celentano e Michele Lignola, su progetto di Giuseppe Astarita. Questa chiesa è un tributo alla fede ma anche all’arte architettonica di metà del XVIII secolo.

Accanto, si erge il conservatorio femminile, noto come il Ritiro delle Pentite, che accoglieva le donne che volevano rifarsi una vita dopo aver abbandonato la strada. Questo conservatorio rappresenta un capitolo importante nella storia sociale della città partenopea, offrendo sostegno e opportunità a coloro che cercavano di cambiare le proprie vite.

La condivisione del fronte stradale lega indissolubilmente queste due istituzioni. Questi due edifici, condividendo la stessa facciata della strada, tessono una storia di fede e rinascita nel cuore di Napoli.