Emanuele Filiberto, rappresentante della Casa Savoia e proprietario del club dallo scorso 21 aprile tramite la Casa Reale Holding Spa, ha dapprima annunciato l’intenzione di abbandonare la società a seguito delle gravi contestazioni subite dopo la sconfitta casalinga per 1-4 contro la Puteolana.
Successivamente, ha ritrattato, con un piccolo enigma sull’autore del comunicato che aveva annunciato il suo distacco dal club. Al termine di quattro giornate, la Real Aversa si trova ancora a zero punti nel girone A, occupando l’ultima posizione in classifica.
Il comunicato stampa di Emanuele Filiberto e della Casa Reale Holding Spa
La Casa Reale Holding ha ufficializzato la sua decisione tramite un comunicato emesso ieri sera: “Oggi si conclude il nostro progetto calcistico ad Aversa, non avendo alcuna intenzione di avere a che fare con quei 10 pseudo ultras che oggi hanno dato sfogo a tutta la loro frustrazione, senza tener conto di non essere neanche in grado di formulare in italiano una frase di senso compiuto”.
Al termine della partita, una delegazione della tifoseria ha avuto un incontro con alcuni dirigenti, dai toni estremamente accesi:
“Quanto accaduto allo stadio Papa durante la sfida Aversa-Puteolana è qualcosa di inaudito, soprattutto alla luce dei sacrifici sostenuti l’anno scorso e che continuiamo a sostenere per mantenere il calcio ad Aversa”.
E ancora:
“Avevamo chiarito che stavamo rivedendo tutto e che dal 10 ottobre saremmo ripartiti, anche in previsione dell’apertura del mercato di dicembre. Contestare andando nel personale, con frasi volgari ed ingiuriose, è inaccettabile e vergognoso”.
La Real Aversa è in vendita, gratuitamente. Il titolo è nelle mani del sindaco, che valuterà eventuali acquirenti. Il comunicato contiene anche una data di scadenza, il 30 novembre:
“Trascorsa tale data, nel caso non si fosse palesato nessuno, ritireremo la squadra dal campionato”.
Successivamente, il principe Emanuele Filiberto precisa che non ha alcuna intenzione di lasciare Aversa e sottolinea che il comunicato non è stato scritto da lui, ma dall’amministratore delegato Lorenzo Ragosta.
Ha anche promesso di rimanere fino alla fine della stagione, valutando poi come gestire le sue tre squadre e ha escluso l’opzione di cedere il titolo al sindaco. In merito agli ultras offesi dalle “accuse” di non conoscere bene l’italiano, ha dichiarato di capirli, poiché anche lui dopo trent’anni di esilio non lo parla perfettamente.