Gli uomini di Garcia contro il “colosso” Belingham e l’ingiocabile Vinicius jr, il ritorno di Ancelotti in quella che è stata per un periodo la sua casa. Il “Maradona” indossa l’abito delle grandi occasioni e fa una gran figura. I fenomeni del Real Madrid e la sfortuna costringono però un Napoli coraggioso alla resa: i Blancos vincono 3-2 grazie a Vinicius, Bellingham e a un autogol di uno sconsolato Meret.
Come detto, il gruppo partenopeo cade contro i madrileni nella seconda giornata della fase a gironi di Champions League. Azzurri in vantaggio con Ostigard nel primo tempo, poi la rimonta firmata da Vinicius e Bellingham. Nella ripresa Zielinski pareggia su rigore, ma l’autogol di Meret sulla sassata di Valverde decide la partita.
Primo tempo
Per la prima volta in questa stagione è tutto esaurito al Maradona per la sfida di Champions tra Napoli e Real Madrid, esordio casalingo della stagione europea per i campioni d’Italia. Real in vantaggio negli spogliatoi grazie ai gol di Vinicius e Bellingham dopo il vantaggio di Ostigard.
Gli spunti tattici non mancano in un primo tempo speculativo, sì, ma anche molto frizzante. Entrambe le squadre giocano a viso aperto, portando molti uomini a ridosso della trequarti e dell’area di rigore avversaria. Il Real di Carlo Ancelotti, si sa, possiede un tasso tecnico altissimo e rimonta il punto dell’1-0 griffato dall’ex Genoa con le sue star.
Secondo tempo
Il canovaccio della ripresa vede un Napoli meno intraprendente e che sembra – almeno nei primissimi minuti – una squadra guardinga, intenzionata a non prenderle. Una scossa di terremoto ha reso particolarmente movimentata la vigilia di questo match dal sapore arcano, la scossa in campo la dà Kvaratskhelia, particolarmente ispirato dopo un primo tempo soporifero.
Arriva il 2-2, lo firma un glaciale Piotr Zielinski dagli undici metri. Neanche il tempo di esultare e il Real è ancora avanti, per uno sfortunato autorete di Alex Meret. Bolide terra-aria di Valverde, il pallone sbatte sulla traversa, colpisce la nuca del portiere azzurro e si insacca.
Napoli sfortunato, che deve inchinarsi ad una squadra più forte, ma ritrova definitivamente (e finalmente) l’amore e l’attaccamento del suo “uomo in più”: il pubblico di Fuorigrotta. Gli applausi a scena aperta che hanno accompagnato il fischio finale sono la miglior notizia per Garcia e i suoi ragazzi, che da questa sconfitta dovranno trarre ancora più fame di vittorie.