Il 9 Ottobre, l’Organizzazione Sindacale USB ha dichiarato uno sciopero di 24 ore in concomitanza con lo sciopero nazionale nel settore del trasporto pubblico.
L’Anm, in risposta, ha stabilito le seguenti modalità per gestire eventuali interruzioni dei servizi, nel pieno rispetto delle fasce di garanzia.
Per quanto riguarda le linee di superficie (tram, bus, filobus), il servizio sarà operativo dalle 5:30 alle 8:30 e dalle 17:00 alle 20:00. Si prevede che le ultime partenze avverranno 30 minuti prima dell’inizio dello sciopero e riprenderanno circa 30 minuti dopo la sua conclusione.
Sciopero 9 ottobre: corse garantite della Metropolitana e delle Funicolari
Per quanto riguarda la Metro Linea 1, la prima corsa partirà da Piscinola alle 06:30 e da Garibaldi alle 07:10.
Nel caso di adesione allo sciopero, l’ultima corsa mattinale sarà da Piscinola alle 09:10 e da Garibaldi alle 09:10. Il servizio riprenderà con la prima corsa pomeridiana da Piscinola alle 17:00 e da Garibaldi alle 17:40. L’ultima corsa serale sarà garantita da Piscinola alle 19:30 e da Garibaldi alle 19:30.
Le funicolari di Mergellina, Centrale e Montesanto garantiranno l’ultima corsa del mattino alle ore 09:20.
Il servizio riprenderà con la prima corsa pomeridiana alle 17:00. L’ultima corsa serale sarà alle ore 19:50. L’impianto di Chiaia rimarrà chiuso, ma sarà attivo un servizio navetta NC (che segue le fasce di garanzia bus).
Le ragioni alla base dello sciopero sono molteplici e includono la richiesta di annullare gli aumenti delle tariffe per i servizi e l’energia, il blocco delle spese militari e delle forniture di armi in Ucraina, e investimenti economici per tutti i servizi pubblici essenziali.
Altre richieste riguardano il miglioramento dei salari d’ingresso, la modifica del criterio di assegnazione di appalti e subappalti per garantire servizi di migliore qualità e salari equi, e l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro per garantire la sicurezza dei lavoratori e del servizio.
Inoltre altre richieste includono un salario minimo di 10 euro l’ora, il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, e una legge sulla rappresentanza che superi il monopolio tra i sindacati e le associazioni di categoria dei datori di lavoro.