Napoli, dove si trova via dell’Anticaglia e perché si chiama così

Napoli, dove si trova via dell'Anticaglia e perché si chiama così

Napoli, unica tra le città occidentali, conserva intatto il suo centro antico con la struttura originale di matrice ippodamea.

Questa pianta architettonica, risalente all’epoca greca alla fine del VI secolo a.C., suddivideva l’antica Neapolis in tre decumani (Maggiore, Minore e Superiore), disposti in direzione est-ovest, attraversati perpendicolarmente dai cardini che scorrevano da nord a sud.

Nonostante la sua ricca storia, il Decumano Superiore, che corrisponde alle attuali vie della Sapienza, via dell’Anticaglia e via Santi Apostoli, è spesso trascurato dai visitatori.

Dove si torva via dell’Anticaglia a Napoli

Via dell’Anticaglia al centro storico costituiva nell’antica Neapolis l’area dei teatri, e ancor oggi custodisce reperti storici che risalgono all’epoca greco-romana, medioevale, rinascimentale e barocca.

Il nome Anticaglia deriva dai ruderi sovrastanti la strada, che antichi eruditi immaginavano come i resti delle doppie mura di Napoli e Palepoli, dunque, “roba antica”.

In tempi greco-romani, questa zona, celebre per il teatro romano di Neapolis (noto anche come teatro romano dell’Anticaglia), era abitata da letterati e aristocratici che risiedevano in prossimità delle Terme, all’epoca situate nei pressi del decumano, e spesso ospitavano l’imperatore Nerone.

Svetonio racconta nel “De vita Caesarum” che fu proprio in questo teatro che Nerone si esibì, nonostante un terremoto in corso, costringendo gli spettatori a rimanere e ad aspettare la fine della sua performance musicale.

Costruito in epoca romana con la tipica forma semicircolare del teatro greco, occupava l’area pubblica principale della città (la parte settentrionale del foro) e poteva ospitare fino a cinquemila spettatori. Oggi, due massicce arcate su via dell’Anticaglia, integrate negli edifici successivamente eretti, testimoniano la sua presenza.

Oltre al teatro romano il Decumano Superiore è noto per aver ospitato il grande Teatro scoperto e l’Odeon, insieme alla Somma Piazza con il Pozzo Bianco in marmo, ipoteticamente decorato con incisioni del poeta latino Virgilio.

Nel XVI e XVII secolo via dell’Anticaglia si arricchì di splendide chiese e conventi come la Chiesa dei Santissimi Apostoli, la Chiesa di San Giuseppe dei Ruffi e la Chiesa di Donnaregina Nuova.

Il Decumano Superiore costituisce oggi una testimonianza tangibile della singolare stratificazione storica di Napoli, invitando i visitatori a percorrere un itinerario che abbraccia l’antica storia della città sin dalle sue origini.