La nascita dei primi ippodromi risale a diversi secoli fa, quando l’imperatore Costantino decise di farne costruire uno nella moderna Istanbul: lo scopo era non solo quello della corsa dei cavalli, ma anche organizzare eventi sportivi e manifestazioni sociali.
Con il passare degli anni, la corsa dei cavalli si è diffusa in tutto il mondo ed è legata a molteplici tradizioni; esse infatti hanno svolto sempre un ruolo fondante nelle culture e l’occasione nasceva specialmente per l’aggregazione delle classi sociali più alte.
Ippodromo di Agnano, la storia
La Campania non è di certo esente dall’avere un ippodromo e quello di Agnano risulta essere uno dei più importanti e dei più famosi di tutto il sud Italia. Situato nell’omonima città, venne inaugurato nel 1935: 204.000 m² di terreno adatti al trotto e al galoppo.
Collocato in prossimità di un famoso parco naturale, la sua storia ha radici ben più lontane: correre fare un salto indietro al 1920, quando Raffaele Ruggiero decide di donare un’ampia zona verde al Comune con lo scopo di organizzare delle competizioni sportive.
I primissimi incontri risalgono al 1947 quando venne organizzata una delle competizioni più prestigiose: ci si riferisce alla corsa al trotto Gran Premio Lotteria di Agnano che vide sotto lo stesso tetto i cavalli più bravi al mondo. La gara venne aperta anche ai cavalli indigeni su un terreno di 1600 m metri.
Protagonista indiscusso degli anni successivi fu Varenne: da sempre considerato uno dei cavalli da trotto più competitivi e più forte al mondo. Fu una boccata d’aria fresca per tutti gli italiani italiani che non riuscivano a vincere alcuna competizione dal 1963.
Il cavallo ottenne straordinari riconoscimenti per ben tre edizioni consecutive della gara e nelle ultime due stagioni ha reso onore al padre il figlio Vernissage Grif. Lo straordinario animale, guidato dal professionista Alessandro Gocciadoro, è riuscito ad ottenere un nuovo record in pista.