L’ex allenatore del Napoli, Ottavio Bianchi, ha recentemente concesso un‘intervista al quotidiano La Repubblica.
L’ex coach azzurro ha condiviso e fornito spunti interessanti riguardo i festeggiamenti che seguirono la vittoria del primo scudetto dell’SSC Napoli.
Bianchi ha sottolineato quanto l’esperienza a Napoli abbia contribuito alla sua crescita personale.
Ha imparato a vivere appieno, a gustare la straordinaria cucina locale, ad abbracciare lo stile partenopeo nell’abbigliamento, a immergersi nella ricca storia della città e ad apprezzare la musica che la contraddistingue.
Napoli per lui ha avuto un impatto profondo sulla sua vita, arricchendola in modi inaspettati.
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A distanza di anni, l’ottantenne Ottavio Bianchi, allenatore del primo scudetto della storia dell’SSC Napoli ha rivelato di trovarsi a casa, in pigiama, mentre Napoli esplodeva in festa.
Fu il presidente Ferlaino a invitarlo a scendere in strada per condividere la gioia con la tifoseria partenopea. Tuttavia, Ottavio si sentiva in imbarazzo, non conoscendo gran parte delle persone che festeggiavano.
A parte il suo vice Casati, il direttore dell’albergo, il caro amico e dirigente Enrico Verga, e pochi altri volti noti come Raffaele, il cuoco di Soccavo. Ogni tanto si sedeva a cena con Pesaola, un uomo brillante e divertente, ma erano contatti sporadici.
Nel corso dell’intervista, Ottavio Bianchi ha anche espresso il suo parere sul Napoli attuale e sul notevole lavoro svolto da Spalletti nel riportare lo scudetto nella città partenopea.
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Tuttavia, ha fatto notare che, nonostante la forza del gruppo, è essenziale avere individui di grande talento e determinazione, veri “spadaccini” come D’Artagnan, per superare le sfide più difficili e raggiungere l’eccellenza.
Ottavio Bianchi ha offerto uno sguardo autentico e toccante sulla sua esperienza a Napoli e sulle lezioni preziose apprese nel corso degli anni e dalle quali gli attuali coach potranno prendere senz’altro spunto.