Roberto Fico, figura di spicco del Movimento 5 Stelle, non è stato incluso nelle candidature alle ultime elezioni politiche, segnando così la fine del suo mandato parlamentare. Questa decisione è stata basata sul rigido regolamento del M5S, il quale non prevede un terzo mandato per i suoi membri.
Nonostante ciò, Fico è sempre rimasto fedele al Movimento 5 Stelle e non ha mai considerato l’opzione di abbandonare il partito, anche quando Luigi Di Maio ha deciso di separarsi dal Movimento per fondare un nuovo partito.
Oggi, pur non essendo più membro del Parlamento, Roberto Fico continua a essere un elemento attivissimo all’interno del suo schieramento politico, portando avanti la sua attività politica al di fuori degli edifici istituzionali.
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Che cosa fa oggi Roberto Fico del Movimento 5 Stelle
Fico è un membro storico del Movimento, avendo aderito ai meetup di Beppe Grillo fin dal 2005. Successivamente, è stato candidato del Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali in Campania nel 2010 e alle elezioni comunali di Napoli nel 2011.
Sebbene abbia ottenuto l’1,3% dei voti in entrambe le occasioni, ha avuto maggior successo nel 2013 quando è stato eletto deputato per la prima volta. Fin da subito si è distinto come uno dei membri più influenti del Movimento, culminando nella sua elezione a Presidente della Camera nel 2018.
Fico è stato spesso identificato come il rappresentante dell’ala più progressista del Movimento 5 Stelle e ha sempre mantenuto un rapporto positivo con Giuseppe Conte, soprattutto quando Conte è divenuto il capo del Movimento.
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Attualmente, Roberto Fico continua a svolgere un ruolo attivo all’interno del Movimento 5 Stelle, conducendo la sua attività politica principalmente a Napoli. Inoltre, secondo quanto riportato da un articolo di Libero, mantiene un ufficio a Montecitorio e parte del suo staff, grazie al suo precedente incarico di Presidente della Camera.
Fico ha dimostrato il suo impegno verso la comunità, rinunciando a diverse indennità e restituendo parte del suo stipendio. Anche da ex Presidente della Camera, ha dichiarato di non voler ricevere alcuna indennità o rimborso spese, limitandosi a un piccolo luogo dove lavorare, in conformità alle norme vigenti.