Grotta Azzurra di Capri: scoperto un tesoro dal valore inestimabile

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Straordinaria scoperta archeologica quella avvenuta grazie ad una operazione condotta dalla Polizia di Stato all’interno della Grotta Azzurra di Capri. Intervenuta la squadra dei sommozzatori il quale stava svolgendo tutt’altra che missione: impegnati, infatti, a contrastare lo spiacevole fenomeno di pesca illegale dell’isola.

Come spesso accade, gli esperti si sono imbattuti in reperti archeologici risalenti al periodo preistorico e che erano rimasti sul fondo del mare. Questa scoperta, decisamente fortuita, ha portato alla luce le tracce della vita passata; tracce che hanno potuto conservarsi per millenni.

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Grotta Azzurra di Capri, riportato alla luce il carico di una nave preistorica

Riportato in auge il carico di una nave preistorica: questa notizia ha rappresentato un importante contributo non solo per quanto riguarda la conoscenza della storia, ma anche rispetto all’evoluzione della regione nel corso degli anni. È una dimostrazione di quanto sia ricco il patrimonio della regione Campania.

All’incirca a 35 m di profondità i sommozzatori hanno rinvenuto un’ancora litica di circa 100 kg, realizzata in pietra, che era adoperata dai pescatori durante la preistoria e la protostoria. Inoltre, sempre nella prossimità della Grotta Bianca, i ricercatori hanno riportato in auge delle pietre di ossidiana facenti parte di un carico che risale al neolitico.

Per concludere, gli archeologi e i sommozzatori hanno individuato anche la presenza di un dolium romano. Si tratta di un contenitore di grandi dimensioni che il popolo romano era solito utilizzare per conservare liquidi quali il vino e l’olio. Attualmente tutti i reperti sono stati solo ed esclusivamente fotografati e lasciati sul fondo del mare.

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Queste importanti scoperte contribuiscono alla conoscenza di un ulteriore pezzo di storia non solo della Campania, ma nello specifico della regione costiera. Sono la dimostrazione tangibile di come gli uomini abbiano interagito tra di loro, degli strumenti e degli oggetti utilizzati e della presenza del popolo romano in queste acque.