La cultura napoletana fonda parte delle sue radici anche sul linguaggio e sulla comunicazione. I proverbi, infatti, vanno a costituire una parte fondante dell’identità culturale di Napoli. Svolgono un ruolo a dir poco cruciale nella parlata napoletana e il motivo risiede nel fatto che sono uno specchio della riflessione e della saggezza popolare.
Si parla di saggezza parole poiché nei proverbi e nei modi di dire sono racchiusi preziosi insegnamenti che, acquisiti nel corso del tempo, saranno tramandati da generazione a generazione. A Napoli si utilizzano con frequenza quando si vuole manifestare un sentimento come la felicità.
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Tutto a Giesù e niente a Marì, ecco cosa significa
Come accennato precedentemente, il proverbio fa parte del linguaggio quotidiano dei napoletani che vogliono esprimere stati d’animo e sentimenti. In questo modo andranno a rendere la comunicazione decisamente molto più colorita e vivace.
Tra i tanti modi di dire della cultura di Napoli ve ne sono alcuni particolarmente diffusi e molto attuali. Tra i tanti:” Tutto a Giesù e niente a Marì”. Letteralmente vuole significare tutto a Gesù e niente a Maria. Ma nello specifico cosa si indica? Come viene implicato?
La spiegazione è davvero molto semplice: significa che si viene a creare una sorta di divisione illogica che porta un vantaggio ad un parte (in questo caso Gesù) a discapito dell’altra senza un vero e proprio criterio.
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Dunque, questo proverbio può essere utilizzato anche per descrivere delle situazioni o dei particolari contenti dove è evidente un disequilibrio o anche una sproporzione in termini di risorse; ma anche l’attenzione o l’importanza tra du elementi evidenziando una certa disparità.