Chi ha costruito il corso Vittorio Emanuele: origine e storia

Quando è nato e chi ha costruito Corso Vittorio Emanuele

Corso Vittorio Emanuele a Napoli non è una semplice strada, ma rappresenta una delle arterie principali della città: tanto è vero che fu la prima ad essere chiamata tangenziale è aperta al pubblico e al traffico veicolare.

Si tratta di un progetto particolarmente ambizioso che nasce nel XIX secolo proprio grazie al modo di pensare così all’avanguardia di Ferdinando II di Borbone. L’allora re del regno delle due Sicilia affidò il lavoro ai più illustri architetti e urbanisti del capoluogo.

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Corso Vittorio Emanuele, origine e storia

Come menzionato precedentemente, l’idea di costruire corso Vittorio Emanuele fu dell’allora re Ferdinando che scelse cinque tra gli architetti ed urbanisti più preparati di Napoli. Dunque, Errico Alvino, Francesco Saponieri, Luigi Cangiano, Antonio Francesconi e Francesco Gavaudan iniziarono il progetto nel 1852.

Gli esperti ritennero che occorreva creare una strada che fosse in grado di collegare direttamente quelle che erano le due zone più lontane della città: il centro storico o meglio conosciuto come città bassa con il rinomato quartiere del Vomero che si trova in una posizione più elevata.

L’ingente lavoro da parte degli architetti ha consentito che Corso Vittorio Emanuele fosse una delle strade più importanti e più riconosciute della città, grazie alla possibilità di collegamento di cui accennato precedentemente. Ma il progetto diede anche un impatto significativo e maggiore lustro alla crescita urbanistica di Napoli.

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Camminare per il famoso Corso, oggi, significa ripercorrere quella che è stata e quella che è un’importante lavoro di pianificazione e di urbanistica dei tempi. Il lavoro, infatti, vedeva una consistente suddivisione della strada in tre diversi tronconi: il primo da Piedigrotta e in direzione del convento di suor Orsola Benincasa; il secondo tratto vedeva il collegamento con il convento all’Infrascata, mentre il terzo non fu mai realizzato.