Quando è stato costruito il teatro San Carlo, simbolo di Napoli

Teatro San Carlo di Napoli

Nel cuore di Napoli, accanto all’imponente Piazza del Plebiscito, sorge il Teatro di San Carlo, autentico gioiello dell’arte lirica italiana. La sua storia inizia durante il governo di Re Carlo III di Borbone decise di dare alla città un teatro che incarnasse il potere regale.

A realizzare questo ambizioso progetto furono chiamati l’architetto Giovanni Antonio Medrano e Angelo Carasale, già direttore del San Bartolomeo. In soli otto mesi e con una spesa di 75 mila ducati, la maestosa struttura prese forma.

Il disegno originale di Medrano prevedeva una sala imponente, con una lunghezza di 28,6 metri e una larghezza di 22,5 metri. Qui trovarono posto 184 palchi, compresi quelli di proscenio, suddivisi in sei ordini. Il palco reale, in grado di accogliere dieci persone, era un’ulteriore testimonianza del fasto di questa regale costruzione, che contava complessivamente 1379 posti a sedere.

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Teatro San Carlo di Napoli: inaugurazione e artisti

L’inaugurazione avvenne il 4 novembre 1737, giorno dell’onomastico del sovrano, e fu un evento di grande spettacolo. Sul palco venne rappresentato l’Achille in Sciro di Pietro Metastasio, con musica di Domenico Sarro. Non mancarono neppure due balli creati da Francesco Aquilante, mentre le scene furono affidate a Pietro Righini.

Fu una serata straordinaria, in cui Achille fu interpretato da Vittoria Tesi, nota come «la Moretta», affiancata dalla primadonna Anna Peruzzi, detta «la Parrucchierina», e dal tenore Angelo Amorevoli.

Negli anni successivi, il Teatro di San Carlo vide avvicendarsi diversi impresari, tra cui spicca il nome di Angelo Carasale, il primo a capire i gusti del sovrano, che prediligeva particolarmente la danza. Sul palco si susseguirono opere dei più illustri autori dell’epoca, da Leonardo Leo a Niccolò Porpora, da Leonardo Vinci a Domenico Sarro e molti altri ancora.

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Nel XVIII secolo, il San Carlo ospitò voci straordinarie, da Vittoria Tesi ad Angelo Amorevoli, da Anna Lucia De Amicis a Celeste Coltellini. Fu anche l’epoca degli “evirati cantori“, tra cui spiccavano nomi come Farinelli, Caffariello e Gizziello, celebri castrati che incantavano il pubblico con le loro voci d’oro.

Non mancarono inoltre illustri compositori come Christoph Willibald Gluck e Johann Christian Bach, chiamati a Napoli per presentare al mondo le loro opere immortali. Il Teatro San Carlo, con la sua lunga e gloriosa storia, rimane ancor oggi un simbolo indelebile della cultura e dell’arte napoletana.