Verona-Napoli 1-3, notevole ripresa per la squadra campione d’Italia in carica. Torna il sereno nei cieli del capoluogo partenopeo dopo la sosta nazionale caratterizzata da fin troppe turbolenze: il futuro di Rudi Garcia è stato quasi segnato dall’esonero ed è aleggiata prepotente l’ombra di Antonio Conte sulla panchina partenopea.
Alla fine, complice anche il “no grazie” da parte del tecnico salentino, l’allenatore transalpino è rimasto in panchina solo ed esclusivamente per mancanze di alternative concrete e con l’obbligo di cambiare rotta tra Verona, Union Berlino e Milan.
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Kvaratskhelia, perché ha esultato in questo modo?
Dopo aver superato il primo ostacolo con la vittoria al Bengodi, Politano apre le marcature e poi doppietta di Kvaratskhelia che ha attira su di sé tutte le attenzioni. Il motivo? Oltre che per i due splendidi goal, anche per l’esultanza che richiama l’immagine di un arciere.
Da dove nasce? L’attaccante georgiano l’ha proposta per la prima volta solo nei giorni scorsi in nazionale contro il Cipro e vestendo la maglia della sua Georgia. A chi si ispira? Ovviamente al campione UFC, Israel Adesanya, diventato ormai iconico anche per questa esultanza dopo importanti vittorie.
Potrebbe aver scelto di ripetere questa esultanza perché gli è piaciuta, considerando che a Napoli porta dolci ricordi legati ad Emanuele Calaiò che era solito festeggiare così i goal. E forse anche un po’ per scaramanzia.
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Intervenuto a tal proposito anche Garcia il quale ha provato a rispondere alla domanda circa il significato dell’esultanza del suo giocatore. “Non lo so, basta che la freccia non la prendo io. Glielo chiederò” – queste le parole conclusive dell’allenatore, con tanto di battuta, che hanno decisamente disteso gli animi.