Nicola Gratteri, Procuratore di Napoli, svela quanto guadagna al mese

Nicola Gratteri, Procuratore di Napoli, svela quanto guadagna al mese

Nicola Gratteri è stato insediato come nuovo Procuratore della Repubblica di Napoli. La cerimonia di giuramento, lo vide assumere il ruolo di guida della più grande procura d’Italia, quella della città partenopea.

Nato il 22 luglio 1958 a Gerace, Reggio Calabria, Gratteri si è iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania dopo aver conseguito la maturità scientifica. Dopo la laurea, ha iniziato il suo percorso nella magistratura.

Considerato una delle personalità di spicco nel panorama della giustizia italiana, fin dai primi passi della sua carriera, Gratteri si è battuto contro la criminalità organizzata, concentrandosi in particolare sul contrasto alla ‘ndrangheta.

Questo impegno lo ha portato, dal 1989, a vivere sotto scorta a causa delle minacce subite.

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Nicola Gratteri, il ricavo mensile come Procuratore di Napoli: la cifra

Nei primi anni ’90, mentre svolgeva il ruolo di sostituto procuratore a Locri, Nicola Gratteri si è occupato di delicati casi riguardanti la ‘ndrangheta, affrontando tematiche legate alla politica, massoneria, traffico di droga e armi.

Più volte Gratteri ha rischiato la vita, come nel 1993, quando è sopravvissuto a ben tre attentati organizzati dalla celebre famiglia camorristica calabrese.

Nel 2009 è stato nominato procuratore aggiunto presso il tribunale di Reggio Calabria, e nel 2013 ha fatto parte della squadra di esperti per la lotta alla criminalità organizzata.

Nel 2014, Rosy Bindi, in qualità di presidente della Commissione parlamentare antimafia, lo ha eletto consigliere della commissione, diventando poi guida anche della commissione per l’elaborazione di proposte normative in tema di lotta alle mafie nel 2016, quando è stato nominato procuratore di Catanzaro.

Riguardo al suo stipendio, Gratteri ha dichiarato di arrivare a percepire 7400 euro al mese. Quando ha iniziato la carriera guadagnava 350 mila lire mensili.

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Ma questo lavoro come lui stesso oggi insegna non si fa per soldi, bensì si dà priorità al senso di giustizia e al buon vivere civile.