Nel cinquantesimo anniversario dell’epidemia di colera che ha colpito Napoli nel 1973, l’Associazione Idrotecnica Italiana (AII) ha organizzato un tavolo di confronto presso il Depuratore di Cuma a Monteruscello, Napoli, per il prossimo venerdì 27 ottobre.
Il focus della discussione sarà il “Progetto speciale per il disinquinamento del Golfo di Napoli” e il “Grande Progetto Risanamento Ambientale e Valorizzazione dei Regi Lagni” della Regione Campania.
L’incontro si propone di promuovere il dialogo tra le istituzioni per mettere in atto un piano di bonifica delle acque campane, insieme a iniziative informative sulla questione dell’inquinamento idrico, già avviate dalla Cassa per il Mezzogiorno.
Il dibattito non solo ripercorre il passato ma guarda al futuro, delineando le prospettive per migliorare i sistemi di depurazione e trattamento dei rifiuti nella regione.
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Bonifica del Golfo di Napoli, parte un nuovo grande progetto
Giovanni Perillo, ingegnere civile e presidente della sezione campana dell’AII, sottolinea l’urgenza dell’iniziativa. Per lui, infatti, l’Italia sta ancora affrontando una procedura di infrazione comunitaria a causa del mancato completamento del sistema di depurazione a livello nazionale, con particolare riguardo al Mezzogiorno.
Ha inoltre evidenziato che questa iniziativa si inserisce in questo contesto, con l’Associazione Idrotecnica Italiana che assume il ruolo di autorevole punto di riferimento per i principali settori e protagonisti dell’ambito idrico ed ambientale.
La Giunta regionale aveva già varato, lo scorso agosto, un piano da 290 milioni di euro in 150 Comuni della Campania, con l’obiettivo di migliorare il sistema idrico. Il programma comprende la corretta gestione delle acque reflue, la depurazione, il completamento delle reti idriche e l’adozione di tecnologie innovative per contrastare le dispersioni.
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Il compito di supervisionare l’implementazione è stato affidato alla Direzione Generale ciclo delle acque, in collaborazione con i Comuni coinvolti. Gli investimenti mirano a realizzare l’autonomia idrica regionale e a creare una moderna rete di depurazione, in linea con le direttive del presidente De Luca.
Un piano importante, che serve a dare maggiore sicurezza e stabilità a tutta la regione Campania, soprattutto alle generazioni future.