La Fontana della Sellaria, o della Selleria, è una preziosa opera di arte barocca che trova dimora nella piazzetta del Grande Archivio a Napoli.
Voluta durante il viceregno di Iñigo Vélez de Guevara, Conte d’Oñate, su impulso dell’Eletto del Popolo, Felice Basile, sorse in seguito alla demolizione delle case di un carceriere della Vicaria, scelto dal popolo durante la Repubblica Partenopea guidata da Masaniello.
Inizialmente, l’opera si ergeva in Piazza della Sellaria, approssimativamente dove ora sorge piazza Nicola Amore. Realizzata tra il 1649 e il 1653, i costi furono coperti dai proprietari delle case del quartiere, che consegnarono le loro quote al giudice della Vicaria, Aniello Porzio.
Leggi anche: Masseria con sorgenti immersa nella natura: luogo da sogno in Campania
Fontana della Sellaria: struttura, storia e origine del nome
Quest’ultimo si assicurò di remunerare gli artisti e gli artigiani incaricati dell’opera: l’architetto e ingegnere Onofrio Antonio Gisolfi, il marmoraro Onofrio Calvano, il capomastro Leonardo de Mayo, il fabbro Salvatore Daniele e lo scappellino Domenico Pacifico.
Dal 1903 la fontana fu trasferita presso la Piazzetta del Grande Archivio, in prossimità del complesso religioso dei Santi Severino e Sossio, a seguito degli interventi per il Risanamento di Napoli che ne richiesero lo spostamento dalla sede originaria.
Nel 2000, dopo anni di inattività, la fontana fu oggetto di un accurato intervento di restauro e riprese a funzionare, a seguito di un rilevamento in formato CAD eseguito dagli archivisti preparando il progetto del Grande Archivio di Napoli.
L’opera si compone di una vasca poligonale in piperno e marmo bianco, incassata tra due pilastri che reggono l’arco a tutto sesto con la chiave di volta decorata con mascheroni su entrambi i lati. Due piccole vasche, sorrette da volute, accolgono l’acqua che sgorga da altrettanti mascheroni.
A completare la fontana, colonne composite reggono la trabeazione sormontata da un timpano spezzato, al cui centro si trova una composizione a volute con lo stemma reale.
Ai lati, gli stemmi del viceré con il motto “Malo mori quam foedari” (preferisco la morte al disonore) e della città. Sull’arco sono collocate due lapidi: una commissionata dal viceré, l’altra posta per commemorare il trasferimento della fontana dalla sua originale collocazione nel 1903.
Leggi anche: Mercatini di Natale in Campania: la lista di quelli imperdibili
Due volute con coppe sono posizionate ai lati della fontana, e sebbene in passato vi fossero quattro vaschette raccogli-acqua, queste andarono perdute durante il trasferimento dalla piazza della Sellaria.
La Fontana della Sellaria prende il suo nome dalla zona in cui sorgeva, un tempo principalmente occupata da botteghe specializzate nella produzione di selle e finimenti per i cavalli.