Fontana del Formiello a Napoli: storia di un luogo simbolo della città

Fontana del Formiello a Napoli

Dopo un attento restauro di quattro mesi, il 18 aprile scorso, la Fontana del Formiello è stata restituita alla città di Napoli.

Questo prezioso intervento, interamente finanziato da privati tramite una raccolta fondi promossa dall’associazione culturale “Le Due Sirene”, ha ridonato al monumento il suo antico splendore, come sarebbe piaciuto a Ilaria Iodice.

Quest’ultima era una guida turistica e una promotrice culturale, profondamente innamorata di Napoli, ha lasciato un vuoto nel cuore della città quando, ad agosto dello scorso anno, ci ha lasciati a causa di una malattia incurabile. Aveva appena 27 anni. L’intera operazione di restauro è stata dedicata a lei.

A differenza di quanto accaduto per la Fontana di Monteoliveto, questa volta l’intervento è stato eseguito da personale esperto anziché da cittadini indignati per il degrado del nostro patrimonio monumentale.

Forse proprio per questa minore esposizione mediatica, la Fontana del Formiello potrebbe essere meno conosciuta della sua “sorella” di Piazzetta Trinità Maggiore.

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La storia della Fontana del Formiello di Napoli

La Fontana del Formiello, situata in Piazza Enrico De Nicola, a ridosso di Castel Capuano, risale al 1573 e rappresenta una ristrutturazione di una precedente struttura risalente al medioevo. Il suo nome attuale, sostituendo il vecchio “Fontana reale con abeveratora”, deriva dal latino “ad formis”, che significa “verso i condotti” dell’acquedotto della Bolla che trasportava l’acqua in città.

I lavori furono affidati ai marmorari Mastro Joseppe e Michel De Guido dal Tribunale delle Acque di Napoli. Già nel 1582, a seguito di un terremoto, si ebbe un primo restauro commissionato dal viceré don Pedro Giron duca di Ossuna.

Circa un secolo dopo, nel 1671, il viceré don Pedro Antonio d’Aragona decise di abbellirla inserendo la statua di Filippo IV, ma fu subito rimossa a causa del dissenso popolare. Secondo alcune fonti, la rimozione della scultura fu motivata dall’inopportunità di collocare la statua di un sovrano in una zona tanto umile e degradata della città.

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Alla fine dell’Ottocento la fontana fu smontata e custodita nei depositi comunali. Nel 1930, fu rimontata sul lato orientale di Castel Capuano e successivamente protetta da una cancellata.