Napoli, i 5 luoghi simbolo del culto dei morti

I luoghi del culto dei morti a Napoli

Il culto dei defunti, specialmente al sud Italia e a Napoli, è una tradizione davvero molto antica le cui radici affondano nel passato. Questa antica pratica evidenzia quanto sia importante avere rispetto di colori quali ci hanno preceduto e soprattutto conservarne la memoria.

Attraverso questo breve tour, è possibile scoprire non solo il legame della città con il culto dei defunti, ma comprendere al meglio come si sono venute a creare queste radici immergendosi in luoghi di interesse che vogliono vogliono essere di tributo e celebrazione.

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Napoli, 5 luoghi che onorano il culto dei morti

Il Cimitero delle Fontanelle, si tratta di uno dei più suggestivi della città, in cui non mancano miti e leggende. Si tratta di una particolare ossario che risale al XVI secolo e che conserva tutti i resti di coloro i quali non potevano permettersi una sepoltura dignitosa. All’interno è possibile far visita ai resti delle vittime di peste che hanno colpito la città di Napoli nel 1656 e nel 1836. Sempre secondo la tradizione, queste sono chiamate anime pezzentelle e vogliono rappresentare una sorta di ponte di collegamento tra la terra e l’aldilà.

La Chiesa Santa Maria del Purgatorio ad Arco, situata in via dei Tribunali, vede la sua costruzione risalire al 1616. Fu fortemente voluta da un gruppo di nobiluomini napoletani in virtù del fatto di poter offrire anche alle famiglie più indigenti un luogo degno di sepoltura per tutti i loro cari. Sono, infatti, conservati i resti delle famose anime pezzentelle. Ritenuto un luogo pagano, il suo culto fu proibito nel 1969 e solo nel 1992 la chiesa riaprì al pubblico.

La Chiesa di Santa Luciella risale al 1327 e al suo interno si era soliti praticare il culto delle anime pezzentelle. Venivano, infatti, sepolti i cadaveri cui era praticato il rito della doppia sepoltura: in prima battuta venivano trasportati nel cimitero dove la figura dello “schiattamuorto” ne bucava il corpo. Solo successivamente, quando divenuto ossa, venivano sistemate nell’ossario.

Per quel che riguarda la Basilica di San Pietro ad Aram, si tratta di una particolare luogo di culto che gravita intorno alla figura di San Pietro: si ritiene, infatti, che la chiesa sia nata proprio nel luogo in cui l’apostolo abbia celebrato la messa e dove si sia compiuto il battesimo di Santa Candida e Sant’Aspreno che sono i primi napoletani ad essere stati convertiti.

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In ultimo, ma non per importanza, la Chiesa di Sant’Agostino alla Zecca situata nei vicoli di forcella: venne edificata nel XIII secolo secondo le volontà dell’allora re Carlo d’Angiò. Al di sotto della struttura si trovano degli ambienti che sono stati costruiti appositamente per il culto dei morti.