Quando si parla di Napoli e delle sue strade, inevitabilmente ci si ritrova a parlare anche degli odori che inebriano i voli del capoluogo partenopeo. Come non accennare alla bontà della pizza o dei fritti che sono tipici della tradizione?
A proposito di tradizione, merita una menzione speciale la celebre montanara o anche montanarina – varia a seconda della sua dimensione. Si tratta della pasta della pizza fritta e condita con pomodoro, parmigiano e basilico.
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Ecco cos’è la montanara “rovesciata”
Per quanto riguarda l’etimologia del suo nome, quest’ultima risulta essere incerta in quanto si sostiene che possa derivare da un tipico piatto montanaro oppure dalla tipica merenda dei contadini.
Inoltre, risulta esserci anche una differenza con la classica pizza fritta e questa differenza consiste proprio nella chiusura dell’impasto con il condimento. Mentre la differenza con la pizza classica è (ovviamente) da ritrovare nella cottura e nella stesura dell’impasto.
Napoli è senza alcun dubbio una città radicata nella tradizione, ma che al tempo stesso guarda di buon occhio alla sperimentazione. In cucina è Ciro Oliva (di Concettina ai tre santi) che ha voluto rivisitare la classica montanarina.
Con la sua Sott’Ngopp ha dato vita ad un piatto completamente nuovo, almeno dal punto di vista estetico. Perché? Perché semplicemente ha rigirata al contrario tutti gli ingredienti. Ecco come.
Inizialmente si estende un foglio di carta oleata, successivamente si versa una cucchiaio di pomodoro con l’aggiunta di parmigiano, olio e pepe. Solo in ultimo si appoggia sopra l’impasto della pizza fritta che andrà mangiato solo ed esclusivamente con le mani intingendolo nel sugo.
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Intervenuto a tal proposito lo stesso Ciro Oliva il quale ha voluto spiegare da dove nasce questa idea. Questa pizza diciamo che sintetizza un po’ la nostra filosofia. Pensare in modo diverso. Fuori dagli schemi – queste le sue parole.