L’intera area dei Campi Flegrei continua a destare molta preoccupazione, ragion per cui si è reso necessario l’intervento della Commissione Grandi Rischi che ha preso in esame gli ultimi fenomeni registrati. Secondo gli esperti, è emerso che risulta essere tangibile l’implicazione del magma in quello che è il sollevamento del suolo causato dai sisma.
Intervenuto a tal proposito il Ministro della Protezione Civile, il dottor Nello Musumeci, il quale ha spiegato chi attualmente l’attività vulcanica dell’area è in continua evoluzione: non si esclude la possibilità di un passaggio da allerta gialla ad allerta arancione. Quali, dunque, le eventuali implicazioni.
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Campi Flegrei, cosa potrebbe succedere con il passaggio da allerta gialla ad arancione
Con allerta gialla si vuole intendere uno stato di attenzione, mentre con allerta arancione si è in fase di pre-allarme. Attualmente è in vigore il primo, ma il secondo potrebbe non tardare ad arrivare proprio in virtù di te le variazioni delle sottosuolo che si sono registrate con la crescente attività sismica dell’ultimo mese.
Nel caso in cui si dovesse arrivare a emanare uno stato di allerta arancione, la Protezione Civile della regione Campania provvederà ad evacuare tutti coloro i quali sono ricoverati negli ospedali e nelle case di cura; necessario il trasferimento dei detenuti e la messa in sicurezza dei beni culturali.
Le zone più allertate sono Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto e parte dei comuni di Giugliano in Campania e Marano di Napoli. Attualmente non è stato barrato un protocollo ufficiale circa il passaggio da giallo ad arancione, ma si fa affidamento su una combinazione di parametri inerenti al monitoraggio.
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La Protezione Civile continuerà a svolgere un lavoro di supervisione e di controllo, monitorando le attività vulcaniche e sismiche dell’area flegrea.