Campi Flegrei, la decisione del governo sulla zona arancione

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Il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, ha convocato i sindaci dei Comuni situati nella zona dei Campi Flegrei per un incontro che si terrà il 7 novembre alle ore 15 presso la Biblioteca Chigiana di Palazzo Chigi, a Roma.

L’invito è stato esteso anche alla Regione Campania, al sindaco della Città Metropolitana di Napoli e al Prefetto. Nella stessa giornata, il Ministro sarà chiamato a rendere conto delle recenti dichiarazioni in merito a un possibile passaggio in “zona arancione” in Parlamento.

Questa audizione è stata richiesta dal Partito Democratico in seguito alle parole del Ministro che aveva menzionato la possibilità di alzare il livello di allerta nei Campi Flegrei a “zona arancione” a seguito dell’incremento dell’attività sismica.

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Zona arancione per l’area dei Campi Flegrei: cosa significherebbe per la popolazione

Fino a oggi, secondo i bollettini settimanali pubblicati dall’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, non ci sono motivi per modificare il livello di allerta gialla attualmente in vigore.

Tuttavia, la Protezione Civile, dopo aver ottenuto il parere della Commissione Grandi Rischi in merito al rischio vulcanico, ha emesso un comunicato in cui non esclude una possibile correlazione tra l’incremento del bradisismo e una potenziale eruzione vulcanica, suggerendo la possibilità di alzare il livello di allerta a “zona arancione“.

I parlamentari del PD hanno sottolineato l‘importanza di comunicazioni trasparenti, corrette e veritiere, al fine di informare la popolazione in modo adeguato. Ma cosa comporterebbe un passaggio al livello di allerta “arancione”?

Secondo quanto previsto dal piano di Rischio vulcanico per i Campi Flegrei sul sito della Regione Campania, in questa fase:

  • Verrebbero evacuate le persone presenti negli ospedali e nelle case di cura.
  • Sarebbe previsto il trasferimento della popolazione carceraria.
  • Si procederebbe alla messa in sicurezza dei beni culturali.

Inoltre, la popolazione residente, se provvista di una sistemazione abitativa alternativa al di fuori della zona “gialla”, avrebbe la possibilità di allontanarsi volontariamente.

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Ulteriori misure includerebbero la dichiarazione dello stato di emergenza, l’attivazione di centri operativi sul territorio, la gestione delle infrastrutture dei servizi essenziali e della mobilità, nonché l’avvio di varie attività di preparazione e comunicazione.

La decisione sulla possibile modifica del livello di allerta nei Campi Flegrei è un argomento di grande rilevanza e sarà oggetto di discussione e valutazione nel prossimo incontro tra i sindaci e il Ministro Musumeci, nonché nella successiva audizione parlamentare.