Quante volte abbiamo appellato una nostra amica con la parola capera o ci siamo sentite chiamare così. Praticamente tutti in Campania e non solo sanno che con questo termine si intende una persona pettegola a cui piace sparlare degli altri.
Ma da dove deriva “capera”? Era una figura storica della Napoli che fu e si dedicava a uno dei mestieri più antichi dell’epoca in città.
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Quale mestiere faceva la capera a Napoli
La capera era la precursora dell’attuale parrucchiera che si spostava di casa in casa, di vicolo in vicolo, per realizzare acconciature e tagli all’ultima moda. I bassi della città si trasformavano così in veri e propri saloni di bellezza.
Il lavoro della pettinatrice a domicilio era impegnativo e faticoso, tanto che un antico detto popolare recitava: “il denaro della Capera è denaro che sa di fele”, dove fele significa fiele.
Durante il suo servizio, tra una passata di pettine e un consiglio sul trucco più alla moda, la Capera raccoglieva confidenze, racconti e pettegolezzi. Al giorno d’oggi poco è cambiato, si sa che dal parrucchiere viene spontaneo spettegolare.
Cominciando con un “nun me facite parlà”, l’antica parrucchiera spesso dimenticava la sua promessa solenne di non rivelare a nessuno ciò che aveva appreso in confidenza.
Ogni racconto piccante o strano intrigo che passava tra le sue mani poteva trasformarsi in uno scandalo o in un racconto bellissimo. La Capera infatti aveva anche il talento di cambiare ed edulcorare la storia come meglio poteva.
Col tempo il termine Capera è diventato sinonimo di persona che ama pettegolezzo, una voce infondata in grado di alterare la realtà, l’identità e talvolta persino il destino dei protagonisti.
L’espressione capera è legata a doppio filo alla parola napoletana “inciucio” (pettegolezzo), che ha preso il posto del termine “intrallazzo”, che un tempo indicava accordi sottobanco o inganni.
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Il termine inciucio, che richiama il vocabolo francese “chuchoter” (bisbigliare), deriva forse dal “ciù ciù ciù”: il suono che le persone emettono quando parlano a bassa voce per non far arrivare a orecchie indiscrete le informazioni riservate che si stanno scambiando.