Il caffè al bar è diventata una consuetudine per moltissimi italiani che non riescono proprio a rinunciarci. Se c’è una città italiana che più delle altre ha reso il caffè un vero e proprio culto questa è Napoli.
Nel capoluogo campano, infatti, la tradizione del caffè ha origini antiche tanto che anche i turisti in visita alla città si ritagliano sempre del tempo per una pausa caffè. Secondo Gambero Rosso, però, il caffè servito a Napoli non sarebbe poi così buono come la città decanta.
Napoli viene anche chiamata “la città del caffè” dato che qui prenderlo al bar, accompagnato da un bicchierino d’acqua, è una vera e propria istituzione. Nella città partenopea questa è una tradizione storica al pari della pizza.
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Caffè mediocre e non all’altezza: Gambero Rosso critica l’offerta di Napoli
Non viene bevuto solo al mattino presto ma anche durante il giorno dato che è considerato come un momento di socialità e convivialità. A sostenere il grande valore che i napoletani danno al caffè è presente da anni la tradizione del “caffè sospeso”.
Non tutti sanno che a Napoli il caffè si è diffuso nel XVIII secolo grazie a Maria Carolina D’Asburgo Lorena, figlia di Maria Teresa d’Austria. Maria Carolina sposò nel 1768 re Ferdinando IV di Borbone e portò a Napoli una bevanda già diffusa alla corte di Vienna: il caffè.
Si dice che sia stata sempre la reale asburgica ad introdurre la tradizione del caffè e cornetto, grazie ad un consiglio dato dalla sorella Maria Antonietta di Francia.
La fama del caffè napoletano supera i confini nazionali ed è diventato famoso anche all’estero, tanto che la Campania lo ha candidato a Patrimonio Unesco. Secondo Gambero Rosso, però, la qualità del caffè napoletano non sarebbe così alta.
In città, infatti, moltissimi bar servono caffè quasi sempre bruciato e realizzato con chicchi di varietà robusta che si rivelano spesso di bassa qualità.
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“Il mito che si è creato attorno alla tazzulella, la liturgia dell’espresso al bar, è divertente, ma la cultura del caffè è tutt’altra faccenda”. Così scrive Gambero Rosso per spiegare come si debba andare oltre la narrazione.
Secondo Gambero Rosso anche le caffetterie storiche della città, che sono spesso caratterizzate da arredi eleganti e servizio di alto livello, servono un caffè spesso mediocre. Attorno al caffè napoletano, quindi, si sarebbe creata una nomea immotivata.