Perché Lucio Dalla amava così tanto Napoli: le sue parole

Lucio Dalla parole su Napoli

Il legame tra Lucio Dalla e Napoli è difficilmente spiegabile. Un bolognese doc che però si sentiva molto partenopeo tanto da scrivere una delle più belle canzoni dedicate a un personaggio come Caruso, emblema musicale della città.

Il cantautore emiliano aveva addirittura un suo studio di registrazione all’interno della Billy&Brilly, una piccola imbarcazione alla Marina di Stabia a Castellammare.

Lucio amava tutto di Napoli e si esibì varie volte qui. Un esempio datato è il grandioso concerto allo Stadio Collana del 1987 quando cantò insieme a Pino Daniele la mitica Caruso.

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Le parole di Lucio Dalla su Napoli: il motivo di un amore sconfinato

“Io non posso fare a meno – dichiarò Lucio Dalla, almeno due o tre volte al giorno di sognare di essere a Napoli. Sono dodici anni che studio tre ore alla settimana il napoletano, perché se ci fosse una puntura da fare intramuscolo, con dentro il napoletano, tutto il napoletano, che costasse 200mila euro io me la farei, per poter parlare e ragionare come ragionano loro da millenni”. 

Questo pensiero del grande cantautore bolognese scomparso troppo presto, il 1 marzo 2012, a pochi giorni dal suo compleanno, che, come i fan sanno cadeva il 4 marzo: 4/3/1943 è infatti il titolo di una delle sue più belle canzoni.

Tra i suoi concerti e partecipazioni a Napoli non si può non annoverare l’esibizione a Piazza del Plebiscito durante l’evento presentato da Luciano De Crescenzo nel 1995. Lo scrittore, filosofo, regista e attore disse, in quell’occasione, che più conosceva i bolognesi e più li vedeva molto somiglianti ai napoletani.

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Dalla parlò anche di Totò affermando che la bellezza del principe Antonio De Curtis è un riflesso della bellezza di Napoli stessa. “Napoli – sottolineò-, più di una semplice città, è un universo a sé, una repubblica, una nazione. L’ammirazione che nutro per il popolo napoletano scaturisce proprio da questo profondo affetto verso Totò. Napoli incarna il mistero della vita, dove bene e male si mescolano, dando vita a una pulsante realtà unica nel suo genere. La figura di Totò – concluse – ha esercitato su di me un’influenza straordinaria in tutte le sue sfaccettature; per me, egli era un autentico mito”.