In tutto il sud Italia il culto dei morti ha un’importanza significativa, specialmente in una città come Napoli ricca di storia e di tradizione. Un aspetto molto importante da tenere in considerazione e proprio il modo in cui una comunità i suoi defunti.
Non si tratta solo ed esclusivamente di un legame con la cultura religiosa e con la commemorazione dei santi, ma è un modo di rendere ancor più solido il legame con la persona scomparsa.
Anche sotto questo punto di vista, Napoli ha una storia molto molto lunga circa il culto dei morti e le pratiche funerarie. In modo particolare si prenderà in considerazione quelle che vengono definite terresante.
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Ecco cosa sono le terresante
Tra i luoghi di culto più importanti di Napoli si ha il complesso di Poggioreale che è un insieme di tanti piccoli cimiteri. Di grande rilevanza sia dal punto di vista storico che culturale, si distingue specialmente per le sue tombe, l’ampio numero di cappelle e di chiese contenute al suo interno.
Un elemento di grande interesse è il Quadrato degli uomini illustri; si tratta di un particolare settore del complesso che è stato dedicato alla sepoltura di rinomate personalità che hanno vissuto a Napoli.
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Cosa sono, dunque, le terresante? Con questo termine si vogliono indicare delle particolari chiese che erano state pensate e costruite per i meno abbienti. Questo uso risale a prima dell’edificazione del cimitero come appare oggi.
Queste erano collocate proprio all’interno delle chiesto e facevano riferimento ad una sorta di “piscina” ossia una cavità situata al di sotto dell’Ospedale degli Incurabili. Fu solo nel XIX (la prima metà) che si iniziò a concretizzare la decisione di adibire dei luoghi appositi per la sepoltura, ben distante dalla città.