Il legame storico tra Napoli e il pianeta Marte: accadde nel 1630

Il legame storico tra Napoli e il pianeta Marte: accadde nel 1630

Francesco Fontana, l’abile costruttore di cannocchiali kepleriani più potenti dei dispositivi di Galileo Galilei, ha svolto un ruolo pionieristico nello studio di Marte tra il 1630 e il 1650.

Questo illustre astronomo napoletano è noto per aver realizzato il primo disegno accurato del pianeta rosso e per aver compreso la sua rotazione.

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Il legame tra Francesco Fontana e il pianeta Marte

Nato a Napoli nel 1580, Fontana dedicò la sua vita all’osservazione del cielo e alla comprensione del nostro sistema solare. Non si conoscono la data esatta della sua nascita e della sua morte.

Il suo legame con Marte è così profondo che uno dei crateri del pianeta porta il suo nome in suo onore.

Massimo Della Valle, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, ha sottolineato l’importanza di questo legame tra Napoli e Marte, ribadendo che l’Unione Astronomica Internazionale ha dedicato crateri lunari e marziani a Fontana.

Ha auspicato che presto possa essere dedicata una via o un parco nella sua città natale in onore del suo straordinario contributo all’astronomia.

Queste parole sono state pronunciate durante un evento presso l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, dove è stato seguito il viaggio della sonda Exomars verso Marte. All’interno di questa missione spaziale si trova una stazione meteo chiamata DREAMS, il cui nome rappresenta il sogno condiviso da tutti gli scienziati coinvolti: raggiungere Marte.

L’evento ha attirato l’interesse di studenti universitari, scuole napoletane e campane, nonché della comunità scientifica.

Massimo Della Valle ha espresso la sua soddisfazione per la risonanza ottenuta da Napoli e ha sottolineato l’importanza di questa missione che coinvolge sia l’Italia che Napoli, rappresentando un significativo contributo alla ricerca spaziale.

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Il dottor Pietro Schipani dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha aggiunto che questa missione è profondamente italiana e anche fortemente radicata nella cultura napoletana, riconoscendo l’importanza di questa collaborazione in ambito scientifico.