L’inverno è alle porte e il freddo con le sue giornate piovose tornano a Napoli e al contempo si registrano dati anche non entusiasmati. Il caldo di ottobre e le brusche variazioni climatiche, infatti, sono le prime cause del picco di bronchiti e tracheiti che si stanno verificando in città.
Il segretario Fimmg, Silvestro Scotti, ha raccontato a Fanpage le cause e la problematica che si sta riscontrando nel capoluogo campano riguardo alle malattie influenzali. I studi medici e gli ambulatori ultimamente stanno vedendo una forte folla che si appresta a causa di forme para-influenzali, influenzali, forme respiratorie virali minori e forme batteriche. Senza tralasciare lo Streptococco, il quale è portatore di tonsilliti, otiti e sinusiti.
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Picco di bronchiti a Napoli, le cause e i rimedi
I cambiamenti climatici e il freddo improvviso sono le cause di questo boom di malattie influenzali, i cui contagi sono favoriti a causa di uno scarso cambiamenti di aria nelle scuole e uffici per il freddo. Secondo Silvestro Scotti, uno dei metodi più efficaci preventivi sono l’utilizzo delle mascherine e lavare frequentemente le mani seguendo le norme che sono state attuate per il Covid-19.
Inoltre, il consiglio è quello di curare anche la propria alimentazione quotidiana con il consumo di frutta e verdura, in particolare la vitamina C per la sua funzione protettiva. Si tratta di rimedi naturali per prevenire il contagio, mentre il medico Scotti avverte sul consumo di farmaci i quali vanno limitati. Si consiglia di parlare sempre prima con il proprio medico di base per iniziare un nuovo percorso terapeutico.
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Infatti il medico Silvestro Scotti, ha anche ricordato l’importanza delle misure preventive in quanto si registrano tanti decessi ogni anno per malattie influenzali in soggetti patologici. I dati, come riportato, non sono diversi dagli anni scorsi ma è l’impennata improvvisa a preoccupare. Si tratta quindi di un fenomeno che potrebbe riportare l’uso delle mascherine, per proteggere in qualche modo i cittadini dalle forme influenzali.