Nicola Gratteri: “Vi dico quanto guadagno”. Cosa ha svelato il procuratore di Napoli

Nicola Gratteri

Nicola Gratteri, il procuratore capo della Repubblica di Napoli, ha condiviso alcune riflessioni durante un convegno su etica, legalità ed economia organizzato da Intesa Sanpaolo a Napoli.

Le sue dichiarazioni, riportate dal Corriere del Mezzogiorno, evidenziano una preoccupazione riguardo alla crisi della cultura cattolica e al declino dei valori, soprattutto tra i giovani.

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Cosa ha detto Nicola Gratteri sul suo stipendio

Gratteri ha sottolineato che il nostro credo cattolico appare debole in confronto ad altre religioni, come quella musulmana. Ha attribuito parte della responsabilità di questo declino ai governi degli ultimi dieci anni, che, a suo avviso, hanno trascurato gli investimenti nell’istruzione.

Ha criticato il sistema scolastico, descritto come progettifico, sottolineando che i dirigenti scolastici spesso cercano personaggi di rilievo come magistrati o soubrette per eventi sulla legalità, anziché concentrarsi sulla formazione dei giovani.

Nicola Gratteri ha suggerito che, anziché concentrarsi solo sulla giornata della legalità, sarebbe più efficace portare i ragazzi in comunità terapeutiche per confrontarsi con chi ha esperienze dirette con la tossicodipendenza.

Ha evidenziato la necessità di una scuola a tempo pieno, che mostri ai giovani un’alternativa alle fiction sempre più violente. Ha argomentato che oggi i ragazzi sono più inclini a ascoltare discorsi su denaro piuttosto che su etica, suggerendo di illustrare loro quanto guadagna un corriere della droga e quali rischi corre.

Infine il procuratore capo della Repubblica ha toccato l’argomento dei genitori, accusandoli di essere scostumati ed egoisti, evidenziando la tendenza di molti di loro a voler mantenere uno stile di vita giovane e ad abbandonare i propri figli lasciandoli soli con internet.

Sul versante personale, Gratteri ha menzionato la sua decisione di restituire i biglietti per uno stadio offerti da De Laurentiis, sottolineando che un magistrato deve pagare il biglietto se vuole assistere a una partita.

Ha anche condiviso dettagli sul suo stipendio, affermando che il lavoro di magistrato non è motivato dai soldi, e ha espresso il privilegio di guadagnare tre volte lo stipendio di un impiegato medio.

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Ha concluso con la considerazione che fare il magistrato non è una scelta per chi cerca ricchezza materiale, suggerendo che chi ambisce a una Ferrari avrebbe dovuto optare per la carriera notarile.