Arriva “È cosa ‘è niente”, le Ebbanesis a WN24: “Sogniamo un film da protagoniste con Sorrentino o Tornatore”

Ebbanesis nuovo singolo

Non hanno bisogno di presentazioni le Ebbanesis, il duo musicale formato da Serena Pisa e Viviana Cangiano nato nel 2017 per gioco, mentre, come hanno raccontato loro stesse nella nostra intervista, canticchiavamo in macchina.

Hanno così scoperto che le loro voci si sposavano alla perfezione e hanno cominciato a tradurre brani in napoletano e a fare cover di brani famosi. La loro versione partenopea di Bohemian Rhapsody rimarrà nella storia dei pezzi più ascoltati sui social network e non solo.

Il loro primo album è del 2019 e si chiama Serenvivity mentre il secondo, Transleit, risale al 2020.

L’intervista alle Ebbanesis: domani uscirà il loro nuovo inedito

Ebbanesis-nuovo-inedito Arriva “È cosa ‘è niente”, le Ebbanesis a WN24: “Sogniamo un film da protagoniste con Sorrentino o Tornatore”
Ebbanesis – Il nuovo singolo (Foto di Lino Verdicchio)

Domani uscirà il nuovo brano delle Ebbanesis, È cosa ‘e niente, prodotto insieme a Pippo Cangiano Jr, che ha già scritto per loro in precedenza altri due inediti.

“Da questo lavoro – spiega Serena ne uscirà sicuramente un album con altre canzoni scritte sia da Cangiano che da altri autori. Il progetto precede una raccolta di inediti, che è una cosa nuova nel nostro percorso perché in genere ci siamo occupate di cover e di traduzioni in napoletano”.

Alla domanda su cos’è cambiato in sei anni, cioè da quando si è formato il duo, Viviana risponde: “L’approccio al lavoro è diverso. È iniziato tutto come un gioco, anche prima del 2017. Adesso è il progetto principale della nostra carriera. È nato come un gioco appunto in cui due amiche-cantanti scoprono un’affinità vocale con due voci e una chitarra: tutto questo si è trasformato in un progetto grazie a un pubblico che ci segue non solo sui social ma anche dal vivo. La prossima evoluzione e trasformazione saranno appunto gli inediti”.

Viviana Cangiano e Serena Pisa si sono conosciute di vista al liceo però non si frequentavano. Intorno ai 20 anni si sono incontrate al lavoro come attrici e a volte anche cantando con altri musicisti.

“La musica ritornava da noi e con noi – racconta Serena Pisa Ed è stato proprio quando abbiamo cominciato a uscire insieme che in macchina abbiamo iniziato a canticchiare e a divertirci. Ci siamo rese conto che era bello cantare insieme e le nostri voci sposavano bene. Questi momenti nascevano spesso in macchina perché è proprio quando si crea silenzio e quindi era il momento giusto per cantare. La macchina è stata la nostra prima sala prove“. Le fa eco Viviana che aggiunge: “tra le nostre prime storie d’amore che, cantando in auto, sono nate le Ebbanesis“.

Il duo ha spiegato anche il motivo per cui si chiamano Ebbanesis: Il nostro nome – dice Viviana Cangianonasce nel momento in cui dovevamo creare un nome d’arte. Serena voleva trovarne uno popolare antico e io invece volevo metterci la parte più moderna e pop. Valutavamo una serie di parole che compongono la ‘parlesia‘, che è un linguaggio in codice all’interno della musica che usavano i musicisti per non farsi capire”.

Tra tutte queste parole – continua – esiste la parola ”e bbane’ ovvero la paga a fine serata dei musicisti che andavano a suonare e a fare la posteggia. Questo termine è stato poi accoppiato a sis, diminutivo di sister, perché siamo così amiche da definirci quasi sorelle. Il suono ci piaceva, ci hanno sempre detto che sembra il nome di un fiore o un profumo un po’ arabeggiante. E così nasce Ebbanesis“.

I ricordi più belli del duo con Tosca e la versione napoletana di Ho amato tutto

Ebbanesis-2 Arriva “È cosa ‘è niente”, le Ebbanesis a WN24: “Sogniamo un film da protagoniste con Sorrentino o Tornatore”
Ebbanesis (Foto di Lino Verdicchio

Le Ebbanesis possono vantare di aver cantato in napoletano Ho amato tutto di Tosca e di avere un rapporto speciale questa grandissima interprete della musica italiana. A tal proposito hanno spiegato che hanno più di un bel ricordo da raccontare:

Ce ne sono vari perché Tosca è straordinaria – afferma Viviana, è molto materna e carnale, come diciamo a Napoli. Il momento più bello è stato quando ci chiamò per ‘Altro Canto’, un programma in streaming perché eravamo in pandemia. Il momento in cui le abbiamo fatto sentire la nostra versione del suo pezzo è stato molto bello e toccante, abbiamo anche un video sulla nostra pagina. C’è un altro video di questa canzone che risale all’anno scorso quando abbiamo cantato a Officina Pasolini“.

“Andai a sentirla – continua – durante un suo live a Sorrento però purtroppo Serena non c’era. Venne a sapere che ero lì e mi fece una sorpresa: cantare Ho amato tutto in napoletano. Fu molto bello ascoltarla. Ogni tanto quando si esibisce, la canta così”.

“Questa canzone apre e chiude un cerchio – spiega Serena per quanto riguarda i miei figli perché la prima volta che l’abbiamo cantata ero incinta della prima e da poco l’avevo scoperto. Quest’estate ho avuto le prime contrazioni del travaglio dietro le quinte dello spettacolo, abbracciata a Tosca. È un ricordo bellissimo che racconterò a mio figlio. Ho partorito poi dopo due giorni, quella sera stessa andai in ospedale”.

L’esperienza di Viviana Cangiano nel film “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino

Quando Viviana ha fatto l’ultimo provino prima di sapere di essere stata presa o meno nel film di Paolo SorrentinoÈ stata la mano di Dio” c’era lo stesso regista che alla fine le disse che avrebbero scelto lei. Di solito non funziona così ma è l’agenzia che giorni dopo ti fa sapere. La cantante delle Ebbanesis ricorda un episodio divertente di quest’esperienza:

“Durante il mio primo giorno di set eravamo in acqua a bordo di una barca e una volta che Sorrentino disse: “motore, azione”, io ero emozionatissima ma invece di fare la scena, vomitai l’impossibile. Mi sentii male. Sono stata tutta la giornata, tra un ciak e l’altro, a vomitare e a fare tuffi, perché lui faceva fare tutti questi tuffi, e io non avevo la forza di risalire sulla barca”.

“È stata unica anche la scena al cimitero perché lui era visibilmente emozionato e ha trasmesso la sua emozione a tutti noi: la scena è diventata molto bella”.

Com’è nata la versione napoletana di Bohemian Rhapsody delle Ebbanesis

Bohemian Rhapsody – dichiara Serenaè stata la nostra piccola fortuna. Eravamo – si può dire in amicizia? (ride) – un po’ brille. Era l’inizio di gennaio e stavamo lavorando tantissimo. Eravamo stanche e ‘avvinazzate’. E Viviana mi disse: ‘Perché non facciamo Bohemian Rhapsody?’. E io risposi che sarebbe stato un oltraggio. Poi l’abbiamo fatto davvero”.

“L’approccio alla traduzione – continua – è stato difficilissimo. Non è chiaro a nessuno il vero significato e quindi tradurla vuol dire abbracciare una determinata strada. Le reazioni sono state quasi tutte positive. Il problema era anche l’arrangiamento. La canzone dei Queen è una rapsodia perché è un insieme di tanti generi musicali e per ridurla a due voci e una sola chitarra le mani, a furia di esercitarmi, diventarono viola. Nel nostro piccolo abbiamo semplificato il tutto e ci andata bene ed è sempre la canzone più richiesta”.

I prossimi progetti e il sogno più grande delle Ebbanesis

Nei prossimi progetti delle Ebbanesis c’è un nuovo spettacolo dove le canzoni saranno sempre protagoniste ma, a differenza delle altre volte, dove erano sedute con la chitarra al centro, adesso saranno in piedi con gli archetti.

Il debutto è previsto il 14 dicembre al Teatro San Carluccio fino ai primi di gennaio. Lo spettacolo si intitola Backstage perché la location in cui si trovano durante lo spettacolo è un camerino: “un momento molto bello dove ci rilassiamo tantissimo”, spiegano.

Non poteva mancare la domanda di rito: qual è il sogno più grande delle Ebbanesis?

“A noi piacerebbe moltissimo – spiega Serenacondurre un programma televisivo in cui possiamo cantare e presentare. Ovviamente per farlo ci vuole mestiere. Ci piacerebbe anche fare un film insieme da protagoniste”.

Tempo fa – conclude Vivianail nostro sogno era fare un musical e un po’ ci siamo avvicinate con ‘Così fan tutte’ e anche quest’ultimo che stiamo mettendo in scena un po’ somiglia a un recital e quindi a un musical: questo sogno si è quasi avverato. Magari condurre un programma o fare un film con un Sorrentino o un… Tornatore sarebbe fantastico”.