Il “don” deriva dal latino dominus e viene, ancora oggi, utilizzato frequentemente nella lingua italiana come prefisso ai nomi maschili. Si tratta di un trattamento d’onore, una sorta di titolo onorifico che viene conferito ad una determinata persona.
In soldoni è un titolo che c’era una grande storia e una lunga tradizione, comunemente utilizzato come forma di rispetto e onore, donando quasi una connotazione di prestigio al nome cui veniva associato.
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Ecco perché a Napoli si utilizzava e si utilizza ancora il “don”
Il suo utilizzo risale sicuramente al passato, nonostante non sia andato ancora in disuso in determinati contesti di Napoli. Passato perché veniva adoperato specialmente quando la società italiana era fortemente influenzata dalle gerarchie nobiliari anche dalla chiesa.
Ragion per cui il prefisso onorifico Don veniva utilizzato specialmente per chi aveva un certo status sociale o ecclesiastico, innalzandolo ed elevando una certa curiosità e soprattutto un dato rispetto soprattutto in contrapposizione alle classi meno abbienti.
Si menzionava precedentemente al fatto che è caduto in disuso, nonostante venga utilizzato ancora molto spesso come segno di distinzione e di rispetto. Dal punto di vista dell’etimologia, don è l’abbreviazione di donno termine particolarmente utilizzato soprattutto durante l’epoca di Dante Alighieri.
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Donno non è più utilizzato, se non nella sua versione al femminile “donna” che deriva a sua volta dal latino dominus che sta a significare signore e/o padrone. Ad oggi non costituisce certamente un titolo di onore, ma viene adoperato principalmente nella gerarchia cattolica quando ci si riferisce ai presbiteri diocesani della chiesa cattolica.
Inoltre, ritornando al concetto di onore e di rispetto, in regioni quali la Campania e la Sicilia questo prefisso si utilizza prevalentemente per indicare delle persone molto sagge o degne di un particolare considerazione. Nello specifico anche come forma di reverenza nei confronti degli anziani.