Oggi ricorre una data drammatica per la Campania. Era il 23 novembre del 1980, una domenica come tante, il giorno che segnò per sempre la storia di Avellino e delle regioni circostanti.
Mentre le famiglie si preparavano per la serata, il terremoto di magnitudo 6,9 sulla scala Richter sconvolse l’Irpinia e il Vulture, provocando una serie di eventi che avrebbero cambiato la vita di migliaia di persone.
Un evento luttuoso che ancora oggi riporta alla mente momenti terribili per tante persone, un sisma avvertito anche a Napoli.
La scossa violenta e il risultato devastante
Era sera, la luna piena illuminava la città e il sibilo improvviso divenne un tuono, seguito da una scossa violenta. La terra tremò, le luci si spensero, e l’intero panorama divenne un caos sconquassato. La magnitudo della tragedia si rivelò solo dopo un minuto e ventinove secondi, ma il risultato fu devastante.
Il terremoto si propagò da Avellino a Salerno, scuotendo Napoli e colpendo Potenza. In un attimo, case diventarono macerie, con 2.914 morti, 8.848 feriti e 280.000 sfollati.
Interi comuni, come Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni, Torella dei Lombardi, Conza della Campania, Teora, Laviano, Baronissi e altri 29, furono cancellati dalla mappa.
Anche il Presidente della Repubblica dell’epoca, Sandro Pertini, rimase scosso dalla violenza di quel terremoto che in pochi secondi seppellì intere famiglie sotto le macerie.
Le immagini dei tg dell’epoca mostrarono i danni irreparabili che videro intere città crollate sotto la forza distruttiva di un sisma terrificante.
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La catastrofe con risparmiò nessun luogo
La catastrofe non risparmiò luoghi di culto: a Balvano, durante una messa nella chiesa di Santa Maria Assunta, il terremoto schiacciò 77 persone, di cui 66 erano bambini. Una tragedia evidente agli occhi dei primi soccorritori, partiti nella notte verso paesi resi inaccessibili.
Il sisma coinvolse 506 dei 679 comuni delle otto province coinvolte, danneggiando il 74% di essi. Iniziò poi la conta dei danni, con la Campania, la Basilicata e parte della Puglia dichiarate “terremotate”. Le leggi per la ricostruzione favorirono richieste di investimenti sproporzionate, con 32 provvedimenti legislativi ad hoc per l’equivalente di 30 miliardi di euro.
A 43 anni dal tragico evento, la paura e il ricordo non si dissolvono. La testimonianza delle persone, le lacrime nei loro occhi, riportano alla mente quegli ottanta secondi di incubo.
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Il terremoto del 1980 resta vivo nei pensieri di coloro che lo hanno vissuto, un capitolo indelebile nella storia di Avellino e delle comunità circostanti.