Non scaramanzia, in passato o’ curniciello aveva un altro significato

Napoli, gli 8 souvenir da comprare tra storia e tradizione

La superstizione si configura come una credenza irrazionale che attribuisce a oggetti o comportamenti il potere di influenzare gli eventi futuri. Nel contesto particolare del malocchio, descritto come la capacità di infliggere danni a persone o cose attraverso un’energia negativa, si sviluppa una “tradizione” che ha origini a Napoli nel XVIII secolo.

In quel periodo, emersero gli amuleti come il ferro di cavallo, il gobbetto, la corona d’aglio e soprattutto il corno, quest’ultimo divenuto un accessorio predominante nelle abitazioni partenopee.

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Il popolo napoletano e la superstizione

Secondo l’antica credenza, affinché il corno sia efficace, deve essere fatto a mano, duro, vuoto, ricurvo e appuntito. La superstizione si radica anche nella smorfia e nel gioco del lotto, dove i numeri sono associati a eventi straordinari o sogni avvenuti la notte precedente.

Il popolo napoletano, fortemente impegnato a difendersi dal malocchio e dalla jettatura, adotta vari amuleti e talismani, con il corno (noto come “o’ curniciello” in napoletano) come il più popolare.

In passato qual era il vero significato di questo amuleto

Le origini di questo oggetto risalgono all’età neolitica, circa 3.500 a.C., quando veniva appeso alle porte delle capanne come simbolo di potenza e fertilità. In epoca romana, il corno veniva offerto alla dea Iside per favorire la procreazione degli animali.

Il mito greco-romano narra che Giove avrebbe donato un corno prodigioso alla sua nutrice come ringraziamento per le cure ricevute. Questa storia contribuisce a consolidare la credenza negli effetti benefici del corno. Per essere considerato “magico“, il curniciello deve essere realizzato seguendo alcune regole essenziali: deve essere rosso, simbolo di fortuna secondo la tradizione, e di corallo, un materiale prezioso associato al potere di allontanare il male.

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Il corno non si compra, ma si regala e si attiva pungendo il palmo della mano sinistra della persona che lo riceve in dono. A quel punto, l’amuleto è considerato attivato e pronto a portare fortuna.