Natale in casa a Cupiello è una delle opere magistrali di Eduardo De Filippo. Scritta nel 1931, senza alcun dubbio, è considerata uno dei suoi capolavori. Conosciuta in ogni dove, è il simbolo del Natale in molte famiglie campane.
È stata portata in scena per la prima volta in quello che l’attuale Cinema Filangieri, il 25 dicembre del 1931. Fu quello l’avvio della compagnia Teatro umoristico | De Filippo che era composto da importanti attori dell’epoca.
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Natale in Casa Cupiello: la genesi dell’opera
Si racconta che a giugno dello stesso anno, il 1931, il regista Eduardo De Filippo avesse firmato un importante contratto con l’impresario teatrale del Kursaal di Napoli per mettere in scena l’opera per soli 9 giorni e in un unico atto.
Il successo fu a dir poco strepitoso, al punto tale che il contratto venne rinnovato fino a maggio 1932. Per quanto riguarda la costruzione dell’opera, inizialmente prevedeva un atto unico e fu solo con il passare del tempo che si decise di optare per due fasi diverse.
Per quel che concerne, invece, la trama questa ruota e si svolge in un arco temporale di cinque giorni all’interno della celebre famiglia Cupiello. Gli atti sono stati girati prevalentemente in camera da letto e successivamente nella sala da pranzo.
Protagonista indiscusso, Eduardo, non può che vestire i panni di Luca Cupiello: capo famiglia della bassa borghesia che è molto legato alla tradizione e ai valori di un tempo. Il primo atto, infatti, inizia con la preparazione del tanto amato e al tempo stesso tanto criticato presepe.
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E ancora, Concetta, la moglie di Luca che è una donna molto schietta e diretta: sopporta con dedizione tutte le difficoltà della sua famiglia e dell’unica ad essere a conoscenza dei segreti dei suoi figli.
A proposito di figli, risaltano sulla scena Tommasino, conosciuto anche come Nennillo che veste i panni del giovane sfaticato e fannullone. È sempre in contrasto con la sua famiglia, in quanto procura i suoi soldi con diversi espedienti.
Ninuccia, prima figlia di Luca e Concetta: è una ragazza colta e romanziera – come la definisce il padre – incastrata in un matrimonio infelice. Non prova alcun tipo di sentimento per il borghese Nicolino, ma è follemente innamorata di Vittorio.
In ultimo, ma non per importanza, Pasqualino, il fratello di Luca: è un uomo di mezza età, tendenzialmente vittima della situazione. Proprio per questo motivo è il bersaglio ideale di Tommasino che gli scucirà parecchi soldi con fare dispettoso.