Il suolo italiano, in particolare nelle regioni adiacenti all’Appennino, costituisce uno dei luoghi più suscettibili all’attività sismica nel mondo.
Per secoli la popolazione ha affrontato i terremoti e i danni da essi derivati. Ciò che pochi sanno è che le prime abitazioni antisismiche furono commissionate dai Borbone, che introdussero il primo regolamento antisismico d’Europa, un notevole primato nel Regno delle Due Sicilie.
Il punto di svolta avvenne dopo il 5 febbraio del 1783, una data tragica che segnò la Calabria e l’intero sud Italia. Quel giorno, un terremoto di magnitudo eccezionalmente elevata colpì le regioni di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro, causando la morte di 30.000 persone.
Il governo borbonico reagì immediatamente, promulgando il primo regolamento antisismico della storia per avviare la ricostruzione.
Potrebbe interessarti anche: Non scaramanzia, in passato o’ curniciello aveva un altro significato
La casa baraccata, il primo regolamento antisismico d’Europa a opera dei Borbone
Questo regolamento prevedeva la costruzione di murature rinforzate da un telaio di elementi lignei, un’innovazione attribuita all’ingegnere Francesco La Vega. Questo approccio, noto come casa baraccata, si basava sugli studi dell’ingegneria settecentesca e su una tecnica costruttiva antica già utilizzata in Calabria.
La tecnica antisismica di La Vega, tuttavia, non era del tutto originale; gli antichi romani l’avevano già concepita. Carlo III di Borbone, nel XVIII secolo, avviò una campagna di scavi ad Ercolano, Pompei e Stabia, sotto la direzione di Francesco La Vega a partire dal 14 marzo 1780.
Durante queste operazioni, La Vega ebbe l’opportunità di osservare nelle città vesuviane il “Opus Craticium” (pareti a graticcio), un metodo di costruzione con elementi lignei.
L’impiego di questa soluzione consentì alle costruzioni successive al 1738, come il Palazzo del Vescovo di Mileto (VV), di resistere ai terremoti più distruttivi, inclusi quelli che colpirono la Calabria nel 1905 e nel 1908, con magnitudo 6.9 e 6 della scala Richter.
Potrebbe interessarti anche: “Ferdinandopoli” e il sogno di San Leucio: il “Socialismo” dei Borbone
Analogamente, le abitazioni turche (Hımış) costruite con l’intelaiatura lignea sfidarono il terremoto del 1999. Questa testimonianza dimostra come l’antica saggezza romana, riportata alla luce da La Vega, abbia contribuito a preservare le abitazioni in regioni ad alto rischio sismico nei secoli successivi.