Napoli si avvicina al momento tanto atteso: l’apertura imminente dell’ascensore di Monte Echia segna il quasi completamento di un progetto che ha richiesto ben 14 anni di tenace impegno.
L’annuncio è giunto dall’assessore alle Opere Pubbliche, Edoardo Cosenza, attraverso un post su Facebook in cui esprime la prossimità alla conclusione dei lavori, ringraziando gli uffici comunali, il direttore dei lavori e l’impresa coinvolta.
Iniziati nel lontano 2009 con la posa della prima pietra, i lavori per l’ascensore di Monte Echia avevano originariamente previsto una durata di soli due anni. Tuttavia, una serie di ostacoli ha portato a un prolungamento che ha visto il passare di 14 lunghi anni.
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Monte Echia, dopo anni arriva l’atteso ascensore
Il progetto, nato tre anni prima dell’inizio dei lavori, ambiva a collegare via Chiatamone e Santa Lucia alla collina di Pizzofalcone, offrendo ai cittadini un accesso agevole al belvedere situato a 55 metri sul mare, regalando una vista mozzafiato sul golfo.
Il costo iniziale del progetto, stimato a 3,4 milioni di euro, è salito a 4 milioni nel corso del tempo a causa di alcune varianti apportate. Nel 2018, erano stati eseguiti lavori per 2,5 milioni, seguiti da un ulteriore finanziamento di 2 milioni nell’ambito dell’ex Patto per Napoli.
Che ha dato nuovo impulso ai lavori ripresi nell’aprile 2019. Tuttavia, il termine previsto per il completamento è slittato di altri tre anni. Ora, sembra che la fase finale sia alle porte. L’intervento prevede la realizzazione di una piazzetta di sosta.
Sarà adornata con arredo urbano, che fungerà da accesso alla galleria conducente agli ascensori e alla scala di collegamento con il belvedere di Monte Echia.
Questo intervento si integra nella ristrutturazione più ampia dell’insula del Lungomare di via Partenope, comprendente anche la riqualificazione della strada dei ristoranti e degli alberghi di lusso, e il restauro del Castel dell’Ovo, destinato a diventare un museo.
Le molteplici cause dei ritardi includono le problematiche geologiche legate al banco tufaceo, cambiamenti normativi nel 2010 e l’adeguamento del progetto nel 2014.
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Le difficoltà legate alla pedonalizzazione di via Partenope e le questioni di pagamento del Comune hanno ulteriormente rallentato i lavori.
Tuttavia, con il rilancio nel 2018 grazie ai fondi dell’ex Patto per Napoli e ai successivi sforzi, sembra che il traguardo sia finalmente a portata di mano.