Stadio Maradona, scontro Comune-ADL: “Vince lo scudetto ma non è amato dalla città”

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Il destino dello Stadio Maradona è al centro di un acceso scontro tra il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, e il Comune, che ha raggiunto il culmine con il voto del Consiglio comunale su un documento accusatorio.

Il presidente del club partenopeo ha ripetutamente manifestato l’intenzione di acquistare e ristrutturare l’impianto di Fuorigrotta, ma le sue recenti dichiarazioni hanno innescato una polemica senza precedenti.

Le tensioni sono salite ulteriormente quando De Laurentiis, prima del match con il Real Madrid, ha lanciato un ultimatum al “sindaco juventino Gaetano Manfredi“. Il presidente ha promesso di trasformare lo stadio ne “il più bello d’Italia” se il sindaco riuscirà a venderglielo, altrimenti minaccia di cercare alternative fuori dalla città.

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Altro round dello scontro tra Comune e De Laurentiis per il Maradona

Il Consiglio comunale ha reagito con veemenza, definendo le dichiarazioni di De Laurentiis come un “attacco alle istituzioni” e denunciando la sua condotta scomposta.

Il consigliere comunale Luigi Carbone ha sottolineato come il presidente del Napoli abbia la capacità di unire le persone, ma allo stesso tempo ha evidenziato la mancanza di affetto della città nei suoi confronti.

Carbone ha citato gli atteggiamenti irriguardosi di De Laurentiis verso la stampa e le istituzioni, sottolineando che “qui ci sono delle regole” e che, se il presidente vuole fare qualcosa con il Comune, deve rispettarle.

E’ stato uno dei pochi presidenti a vincere lo scudetto ma non essere amato dalla città“, ha affermato il consigliere della città. Ha inoltre rivelato ai microfoni di Radio CRC De Laurentiis ha avuto incontri con il sindaco Manfredi, ma il presidente del Napoli è stato vago sui dettagli del progetto.

Carbone ha ribadito che il sindaco, nonostante la sua fede juventina, è aperto e franco, ma ha chiarito che il progetto deve essere scritto e non basato solo su chiacchiere. Il punto centrale del conflitto sembra essere la visione di De Laurentiis per lo Stadio Maradona.

Il presidente desidera un impianto da 30mila posti, ma il Consiglio comunale insiste che ciò non sia praticabile in una città che vive di calcio e di un tifo passionale. Carbone ha affermato che la struttura è di proprietà della città di Napoli e dei napoletani, non del sindaco, sottolineando che lo stadio è un luogo di attività sociali oltre che sportive.

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Vorrebbe deprezzare il bene, ma non si può svendere un bene di proprietà del Comune, c’è la corte dei conti che interviene”, ha affermato.

Il dibattito sul futuro dello Stadio Maradona continua a dividere la comunità, lasciando aperte molte domande sulla direzione che prenderanno le trattative tra il presidente del Napoli e il Comune.