La storia di Benino, il celebre pastore del presepe napoletano

La storia di Benino, il celebre pastore del presepe napoletano

Napoli, città intrisa di tradizione, vede il Natale celebrato con fervore attraverso l’antica usanza del presepe.

Una consuetudine che si radica nei quartieri, coinvolgendo artigiani e bottegai capaci di trasformare il periodo natalizio in un’esperienza magica.

Nel cuore di questa tradizione si distingue la figura di Benino, un pastore immortalato nel Settecento, che ha conquistato un posto di rilievo nel presepe napoletano.

La leggenda di Benino, chiamato Benito a causa di storpiature linguistiche risalenti al nazifascismo, racconta di un pastore che dorme, e il cui sogno è destinato a rimanere intatto, poiché un risveglio potrebbe far svanire tutto. Si dice che il suo sogno comprenderebbe il presepe stesso.

Questo personaggio ha catturato l‘immaginazione degli abitanti di Napoli, diventando un elemento essenziale della tradizione natalizia.

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Napoli, il pastore Benino: chi sono gli artigiani e dettagli di realizzazione

Gli artigiani dietro alla creazione del personaggio pastorale di Benino sono Marco e Giuseppe Ferrigno, maestri nel plasmare la terracotta per dar vita a pastori che raccontano storie del passato di Napoli.

Il pastore in questione è stato modellato con occhi di cristallo, un corpo in stoppa e abiti realizzati con pregiata seta di San Leucio, conferendo all’opera un’aura di autenticità e maestria artigianale.

L’attenzione ai dettagli è evidente nel costo dell’opera, che oscilla tra i 350 e i 600 euro. Un investimento che riflette la dedizione degli artigiani nel preservare e trasmettere la storia di Napoli attraverso i presepi.

Il pastore Benino, con la sua immagine pacifica e il sogno eterno, rappresenta non solo un elemento decorativo ma una vera e propria testimonianza dell’anima napoletana.

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Ogni anno, quando il presepe prende vita nei quartieri, la presenza di Benino aggiunge un tocco di storia e tradizione, catturando l’attenzione di coloro che apprezzano l’eredità culturale di Napoli.