A Napoli si “inventano storie” durante la tombola: come funziona

A Napoli si "inventano storie" durante la tombola: come funziona

La Tombola napoletana, nata nel 1734 da un conflitto tra il re Carlo III di Borbone e il frate Gregorio Maria Rocco, si è radicata nella tradizione partenopea, diventando un passatempo natalizio intramontabile.

Il Natale a Napoli è un’esperienza unica con le tradizioni più caratteristiche, tra cui la tombolata da fare dopo le cene delle Vigilie di Natale e Capodanno, con tutta la famiglia, un appuntamento imprescindibile.

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Una tradizione antica con l’uso della smorfia

La tombola napoletana si distingue per l’uso della smorfia, una tradizione che risale ai tempi del lotto, giunto a Napoli nel 1539. Nel 1734, la tombola fu accettata come compromesso tra il re e il frate, permettendo il gioco tranne che durante la settimana natalizia per non distogliere dalla preghiera.

Il gioco si organizzò in modo diverso, i numeri furono messi in un “panariello” di vimini, e così nacque la tombola familiare. Oggi, la tradizione continua, con la tombolata che riunisce famiglie durante le vacanze natalizie.

Le storie suggestive inventate durante la tombolata

Per giocare, servono il tabellone, numeri su cilindretti in legno, il panariello, le cartelle e gusci di frutta secca. Il gioco inizia stabilendo i costi delle cartelle e del tabellone. La vincita può avvenire con l’ambo, il terno, la quaterna, la cinquina o la tombola, coprendo tutti i numeri su una cartella.

Celebre a Napoli è la tombola dei “femminielli”, un rituale nei bassi dei quartieri popolari. Riservata a donne e femminielli, con uomini come spettatori. Il “femmenèlla” chiama i numeri, portando buona fortuna. Talvolta il numero viene espresso attraverso la smorfia napoletana, creando storie suggestive. Le battute sessuali e allusioni sono comuni, come nel detto “Comme ‘avuote e comme ‘o ggire, sempe sissantanove è”. Una variante è la “tombola Vajassa“, aperta a uomini e bambini, con un linguaggio fantasioso ma meno volgare.

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La tombola, oltre a essere un gioco, diventa un viaggio nella cultura e nelle credenze napoletane durante le festività natalizie.