La suggestione e le superstizioni hanno radici molto profonde nella cultura partenopea. Il termine superstizione, inoltre, viene descritto anche da Cicerone nel quale sosteneva che tutti coloro i quali avevano la necessità di proteggersi, si rivalevano delle divinità attraverso sacrifici rituali.
Con la superstizione si vuole intendere una tipologia di credenza che del tutto irrazionale e che sostiene che una determinato oggetto possa o meno influenzare positivamente o negativamente un evento futuro. A questo si associa anche il concetto di malocchio e di jella.
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Napoli, ecco perchè nelle case non manca mai un ferro di cavallo
A Napoli questo concetto è profondamente radicato nella cultura quotidiana e ha iniziato a circolare maggiormente specialmente nelle XVIII secolo. Si ha la presenza e la diffusione dei primi ammoniti come il corno rosso e il ferro di cavallo.
Anche la storia del ferro di cavallo ha origine molto lontane e secondo le fonti risale all’impero romano, quando soltanto agli ufficiali era consentito spostarsi a cavallo. Quando l’animale perdeva uno zoccolo, era necessario fermarsi per ripararlo.
Fermarsi voleva significare e avere la possibilità di riposarsi per tutti coloro i quali erano costretti a marciare a piedi. Dunque perdere il ferro di un cavallo era considerato al pari di un evento fortunato.
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Inoltre, secondo altre fonti il ferro di cavallo viene considerato come uno scaccia malocchio e la sua forma vuole ricordare quella dei genitali femminili. È stato sostenuto, infatti, che la sfera della sessualità possa in qualche modo distrarre tutto ciò che è maligno e fare in modo che non entri nelle proprie case.
Proprio per questo motivo, all’interno delle abitazioni napoletane non di rado si trova un ferro di cavallo che viene appeso dietro alla porta con le sue punte rivolte verso l’alto in quanto si sostiene che solo assumendo questa posizione possa combattere la sfortuna.