In un angolo segreto della costiera amalfitana, tra Amalfi e Agerola, si cela Furore, noto come il “PAESE CHE NON C’È”. Non è solo un luogo da esplorare, ma un’esperienza da vivere. Immersi nella bellezza naturale, artistica e romantica, un paradiso incontaminato.
Un borgo di pescatori che sfida le convenzioni, le case non si dispongono una accanto all’altra, ma emergono dalla roccia circostante, creando un paesaggio unico.
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Perché questo splendido comune viene chiamato così
Si trova verso il basso, giù in direzione del mare e solo il viaggiatore più attento può scorgerne l’originalità, distante dalla classica strada panoramica. Non ci sono piazze principali, ma solo sentieri e scale che un tempo portavano al villaggio dei pescatori, mai visibile dalla costa, in modo che Furore è rimasta praticamente nascosta agli occhi del viandante di passaggio.
Con poco più di 1000 abitanti, Furore si snoda attraverso tortuosi tornanti che conducono al mare attraverso scalinate, è composto da casette colorate che si affacciano su un fiordo stretto, nato dalla forza del mare e di un torrente. Oltre cento muri d’autore, murales e sculture formano una galleria d’arte all’aperto.
I percorsi e le passeggiate in questo gioiello nascosto
La passeggiata inizia con il “Sentiero dell’Amore,” un percorso di circa 200 metri che invita alla riflessione sull‘amore, dall’affetto per una persona alla connessione con la natura. Dai terrazzamenti di Furore, ci si avventura lungo la “Scala della Valle Pesca,” un sentiero accessibile anche ai bambini che conduce al Fiordo di Furore in circa 40 minuti, con una scalinata ombreggiata di carrubi.
Il “Fiordo di Furore” è il gioiello nascosto di questo “non paese.” Una fessura nella roccia, plasmata dal torrente Schiato, crea una baia raggiungibile via mare o attraverso un sentiero di trekking. Barchette di pescatori e un piccolo borgo marinaro catturano l’atmosfera di una storia d’amore tormentata tra Roberto Rossellini e Anna Magnani.
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In ogni passo e paesaggio, Furore rivela la sua magia, un invito a perdersi in un mondo dove il tempo sembra fermarsi.