Il Maschio Angioino è uno dei luoghi di interesse più conosciuti del capoluogo partenopeo. Conosciuto anche con il nome di Castel Nuovo, la sua storia è legata indissolubilmente alla dinastia angioina che governò Napoli durante il periodo medievale.
Fu fu commissionato nel 1279 durante il regno di Carlo I e ha svolto, nel corso degli anni, un ruolo molto importante per l’identità di Napoli. Fu non solo la sede sede della residenza reale, ma ospito anche innumerevoli eventi politici e cerimonie ufficiali.
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Maschio Angioino, rinvenute le tele di Luca Giordano e Paolo De Matteis
Attualmente il Maschio Angioino è aperto al pubblico e al suo interno ospita la sede del Museo Civico dove sono conservate importanti collezioni d’arte e reperti storici. A proposito di collezioni d’arte, è stato ritrovato nei sotterranei un impareggiabile tesoro.
Si tratta di capolavori appartenuti ad esponenti della pittura napoletana: Luca Giordano, Paolo De Matteis, Francesco De Mura e Massimo Stanzione. Subito dopo l’approvazione da parte della Soprintendenza dei beni culturali, le tele saranno restaurate e vivranno una seconda vita.
Come accennato precedentemente, il comune partenopeo sia arricchito ulteriormente di un nuovo tesoro. Le tele emergono dopo importanti lavori conservativi e di restauri e ben presto saranno esposte al pubblico in nuove rassegna d’arte.
Si tratta di ben 400 reperti e tra questi sette dipinti ad olio, cinque dipinti ad olio su tavola e due sculture. Immediato il via libera da parte del Comune per la messa in sicurezza delle opere che non hanno fatto altro che arricchire ancor di più l’identità culturale della città.
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Tra i dipinti che saranno sottoposti al restauro appartengono 14 opere datate tra il 16º e il XVIII secolo. Si tratta di tele realizzate da alcune delle più illustri personalità della pittura napoletana: Luca Giordano, Paolo De Matteis, Francesco De Mura e Massimo Stanzione.
Ad oggi le opere sono state affidate ad un laboratorio di restauro che collabora con la Soprintendenza ai beni culturali. Gli esperti restituiranno loro l’antico splendore, al fine di organizzare quanto prima percorsi museali da donare al pubblico.