‘O Pazzariello napoletano: una figura leggendaria nella storia della città

'O Pazzariello napoletano: una figura leggendaria nella storia della città

Il Pazzariello napoletano, antesignano degli spot pubblicitari, colorava le strade di Napoli tra la fine del XVIII secolo e la prima metà del XX secolo. Questa figura ambulante incarnava l’arte dell’arrangiarsi napoletana, dedicando il suo talento eccentrico e saltuario a promuovere attività commerciali.

Il Vico Pazzariello, situato vicino al Monastero di Santa Chiara nel centro storico di Napoli, è un omaggio a questa figura caratteristica. Il termine “Pazzariello” sottolineava l’eccentricità di un personaggio che attirava l’attenzione del pubblico ancor prima del prodotto che promuoveva.

Gli eventi celebrati da questa figura stravagante e divertente

L’inaugurazione di un’attività, l’avvio di una campagna pubblicitaria o il lancio di nuovi prodotti erano tutti eventi celebrati dal Pazzariello. Questo artista di strada intratteneva la folla con spettacolini e filastrocche, mirando ad attirare l’attenzione dei passanti e indirizzarli verso il negozio o la bancarella del commerciante che lo aveva ingaggiato.

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La rappresentazione cinematografica di ‘O Pazzariello, eseguita magistralmente da Antonio De Curtis, noto come Totò, nel film “L’oro di Napoli” (1954) di Vittorio De Sica, offre uno spaccato di questa figura e del suo ruolo nella Napoli dell’epoca. I sei episodi mostrano l’allora miseria napoletana, frutto del secondo dopoguerra. Alcuni episodi sono diventati iconici. Nel primo, Il guappo, si assiste alla pietosa storia di sopraffazione del guappo del quartiere: Don Saverio, il Pazzariello (interpretato da Totò) è vittima di una prepotenza da parte di Don Carmine, che dopo la morte della moglie ha deciso di vivere da parassita a casa di Don Saverio. Il Pazzariello, approfittando della cagionevole situazione di salute di Don Carmine, caccia il guappo da casa propria.

L’abbigliamento bizzarro e la sua spontaneità nelle battute

Il cerimoniale del Pazzariello era costantemente ripetuto, ma le trovate e le battute erano frutto della sua inventiva e dell’ispirazione del momento. Il suo abbigliamento bizzarro, da ammiraglio con alamari e feluca inghirlandata, contribuiva a rendere la sua presenza unica, mentre le patacche senza valore sul petto aggiungevano un tocco di stravaganza.

Armati di uno strano scettro e accompagnati da un’orchestra che faceva chiasso per catturare l’attenzione, ‘O Pazzariello incantava le vie di Napoli. Tuttavia, con l’avvento di Carosello e della televisione.

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L’arte di questo ambulante ha subito un’inesorabile eclissi, sebbene il suo ricordo continui a vivere come una testimonianza unica delle tradizioni pubblicitarie napoletane.