La Biblioteca Nazionale di Napoli apre le sue porte a un evento straordinario dal 1° dicembre, mettendo in mostra due manoscritti storici di eccezionale rarità.
Questi antichi tesori sono due manoscritti in pergamena purpurea, arricchiti con inchiostri d’argento e d’oro.
Il primo è un Vangelo ravennate contenente frammenti dei Vangeli di Luca e Marco, databile alla fine del V secolo d.C.
Il secondo è un Lezionario, risalente al IX o al X secolo, di committenza imperiale bizantina, come suggerisce il segno del crocifisso con il nome “Basilius”, forse riferito a Basilio I il Macedone o a Basilio II, entrambi legati al convento di San Giovanni a Carbonara e successivamente pervenuti alla Biblioteca Nazionale di Napoli.
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Napoli, oltre i due rari manoscritti: cosa include la mostra
Questi due rari manoscritti sono i protagonisti della mostra “Di porpora e di luce”. Forma e materia dell’antico nei codici della Biblioteca Nazionale di Napoli, una collaborazione tra il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e la Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III”.
La direttrice Maria Iannotti sottolinea come questa mostra sia resa possibile dalla ricchezza di codici purpurei della biblioteca napoletana, una fonte continua di bellezza e opportunità di ricerca scientifica.
La mostra non solo esibisce i due manoscritti principali ma include anche altri lussuosi codici con fogli in pergamena porpora, testimonianza della moda del codice “all’antica” diffusasi nel XV secolo.
La mostra inoltre collega questa stagione rinascimentale a Napoli, presentando cinque manoscritti realizzati nella seconda metà del Quattrocento per la Biblioteca napoletana dei re d’Aragona o per committenti meridionali di alto rango.
La rassegna, visitabile gratuitamente fino al 6 febbraio 2024, offre anche una sezione dedicata alla diffusione dei codici purpurei e al significato della porpora attraverso i secoli, concludendosi con un’esplorazione della tintura della pergamena e dei coloranti utilizzati per ottenere diverse tonalità di porpora.
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L’iniziativa rientra nel progetto multidisciplinare “PURPLE – PURple Parchment Legacy”, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca.
Analisi scientifiche avanzate, sotto la guida di esperti come il prof. Maurizio Aceto e il prof. Angelo Agostino, hanno contribuito a svelare nuovi dettagli sulla vita di questi codici, preservando così il “filo purpureo” che lega l’Antichità al Rinascimento per le generazioni future.