A Napoli c’è un’altra versione del Giudizio Universale di Michelangelo

A Napoli c’è un’altra versione del Giudizio Universale di Michelangelo

Quando si parla di Giudizio Universale, inevitabilmente si associa il pensiero all’opera indiscussa del maestro Michelangelo Buonarroti. E, con ancora più ovvietà, si pensa al capolavoro che custodito nella Cappella Sistina in Vaticano.

La maestosa opera è stata commissionata da Papa Clemente VII ed eseguita tra il 1536 e il 1541. Viene rappresentato il giudizio universale – ispiratosi alla fede cristiana. Michelangelo sceglie di dipingere il tutto servendosi di un tono apocalittico e posizionando Cristo al centro della scena nell’intento di separare le anime.

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Giudizio Universale, la descrizione dell’opera custodita a Napoli

L’opera può essere considerata una delle espressioni più alte del Rinascimento italiano e Buonarroti, attraverso il dipinto, è riuscito nell’arduo intento di ridefinire sottilmente sia il concetto di bellezza che di proporzione.

Un aspetto che passa in secondo piano sta nel fatto che la versione autentica dell’opera è custodita all’interno del museo di Capodimonte di Napoli e fa parte della celebre collezione Farnese.

L’opera originale di Michelangelo, inaugurata nel 1541, ha subito nel corso del tempo importanti modifiche specialmente in seguito al Concilio di Trento del 1564. Al tempo la chiesa cattolica si poneva come obiettivo quello della riforma e ottenne come risposta sfide protestanti.

Tanto è vero che la versione ammirata all’interno della Cappella Sistina vede la modifica di multe delle scene originali; in modo particolare ci si riferisce ai nudi considerati all’epoca troppo espliciti e scandalosi per una rappresentazione cristiana.

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La versione che è attualmente conservata all’interno del museo di Capodimonte di Napoli consente di poter entrare in contatto con l’opera omnia e prima di Michelangelo riproposta da Marcello Venusti nel 1549.

Il capolavoro del Venusti (eccellente copista del maestro Buonarroti) fu commissionato da Alessandro Farnese che voleva a tutti costi l’opera all’interno della sua collezione. Quali le differenti lampanti? Se nel Michelangelo Cristo è rappresentato da solo, nel Venusti viene inserita anche una gloria in angeli.