La differenza tra anguilla e capitone, a Napoli si conosce bene

La differenza tra anguilla e capitone, a Napoli si conosce bene

La scelta di ingredienti freschi e di alta qualità riveste un ruolo cruciale nella preparazione di piatti deliziosi e salutari. Oltre a conferire un sapore superiore alle pietanze, ingredienti freschi apportano anche un valore nutrizionale più elevato.

Questo concetto si manifesta in modo particolare nella pescheria, dove la diversità di specie e razze può essere confusa. Comprendere le caratteristiche delle diverse varietà ittiche, la loro freschezza e la provenienza è essenziale per garantire un risultato culinario eccellente. L’attenzione nella selezione dei prodotti in pescheria non solo incide sulla qualità del pasto.

Ma promuove anche la sostenibilità e il rispetto per i mari, contribuendo a una cucina consapevole e appagante. Tra gli ingredienti più amati e complessi per i napoletani in questi giorni di festa c’è il capitone, l’enorme e oblungo serpente marino che i partenopei amano mangiare fritto. Ma qual è la differenza tra la classica anguilla e il capitone?

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Anguille o capitone, quali sono le differenze e cosa si mangia nelle feste

L’anguilla, appartenente alla famiglia degli Anguillidae, è un teleosteo caratterizzato da uno scheletro osseo, corpo serpentiforme a sezione rotonda e pelle scivolosa con piccolissime squame. Curiosamente, il termine “anguilla” è utilizzato genericamente per gli esemplari maschi, più piccoli, mentre quelli femmina sono chiamati “capitone” ed essi sono i più diffusi.

Il nome “anguilla” deriva da “anguis” (serpe), sottolineando la somiglianza tra l’anguilla e il serpente. Gli esemplari maschi raggiungono una lunghezza di circa 60 cm e un peso di circa 200 grammi, mentre le femmine, chiamate “capitone,” possono superare il metro e mezzo di lunghezza e pesare fino a 6 kg.

Vive in acque dolci, mari, pozzi e caverne, con variazioni di colore basate sull’habitat. Le sue carni pregiate, saporite e grasse, erano associate all’augurio positivo nell’antichità, poiché si credeva che mangiarle portasse fortuna.

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Questa credenza ha contribuito a rendere l’anguilla, specialmente il capitone, un piatto tradizionale delle festività natalizie napoletane.

Il capitone, spesso venduto vivo in vasche d’acqua dolce, può anche essere reperito congelato, marinato, essiccato, salato, affumicato o in scatola. La sua presenza sulle tavole festive è più di una pietanza, è un simbolo di tradizione, cultura e buon auspicio per l’anno a venire