Per i napoletani in trasferta da sempre la vista del Vesuvio con il Monte Somma al suo fianco è il segnale che si è finalmente tornati a casa.
Il Monte Somma, parte integrante del complesso vulcanico noto come Somma-Vesuvio, costituisce il versante settentrionale di tale formazione montuosa e si estende nei territori di vari comuni all’interno della città metropolitana di Napoli.
I primi segni di attività vulcanica nella zona del Monte Somma sono evidenziati da strati di lava e depositi piroclastici intervallati da sedimenti marini, riscontrati in profondità di circa 1350 metri attraverso sondaggi.
L’evoluzione del Monte Somma, caratterizzata dalla sovrapposizione di flussi lavici e depositi di spatter e scorie, si protrasse fino a circa 25.000 anni fa, quando una serie di eruzioni pliniane e sub-pliniane, intervallate da periodi di quiescenza, causò il collasso della struttura.
Tra gli eventi significativi, si annoverano l’eruzione delle Pomici di Codola (25.000 anni fa), delle Pomici di Base o di Sarno (18.000 anni fa), delle Pomici Verdoline (15.500 anni fa), di Mercato o di Pomici Gemelle (8.000 anni fa), di Avellino (3.800 anni fa) e quella del 79 d.C., che devastò le città romane di Pompei, Ercolano, Oplontis e Stabiae.
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Il nome dell’area tra il Monte Somma e il Vesuvio
Il punto culminante del Monte Somma, noto come “Punta del Nasone” a causa della sua somiglianza con un naso, si eleva a 1.132 metri e offre uno spettacolare panorama quando osservato dalla cima del Vesuvio.
La Valle del Gigante, tra il Vesuvio e il Monte Somma, trae il suo nome dal profilo di un gigante disteso, dominato dalla distintiva “Punta del Nasone”, appena citata.
Una spettacolare colata lavica interrompe il profilo della montagna, scendendo verso i centri abitati di San Sebastiano al Vesuvio e parte di Massa di Somma. Un affascinante sentiero escursionistico consente di attraversare questa imponente colata larga quasi 200 metri. Dal 1995 l’intero Monte Somma è incluso nel Parco Nazionale del Vesuvio.
La località di Olivella, situata a circa 400 metri sul livello del mare sul versante nord, nel comune di Sant’Anastasia, si presenta come un anfiteatro naturale.
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Al suo culmine si trova lo sbocco superiore della sorgente dell’Olivella, mentre poco distante si trova lo sbocco inferiore, sovrastato da un arco in pietra parte dell’acquedotto voluto da Ferdinando di Borbone per portare le acque fino a Napoli.