Il Cristo Velato è, senza alcun dubbio, una delle opere più suggestive e conosciute al mondo. Si trova al centro della celebre cappella San Severo e vede la firma di un giovane artista napoletano: Giuseppe Sanmartino. Il committente esplicito la volontà di realizzare una statua che fosse a grandezza naturale e che rappresentasse Gesù Cristo coperto dal sudario.
L’artista scelse di eseguire un’opera che si distaccasse da quella precedente e uno degli aspetti più significativi di tutto il lavoro consiste proprio nella minuzia con cui è stato realizzato il sudario. Si evince tutto il tardo barocco che scarnifica il corpo stesso di Gesù.
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Il Cristo Velato, vietato fotografare l’opera: il motivo
La statua è particolarmente evocativa e grande attenzione è stata data ad ogni singola piega del velo che indica la sofferenza del corpo martoriato. E ancora, le ferite sui piedi e sulle mani, così come gli strumenti della Passione che sono stati posti delicatamente ai piedi del Cristo. L’artista sceglie, infatti, una rappresentazione pressoché drammatica incarnando in Cristo il riscatto dell’intera umanità.
Come accennato precedentemente, si tratta di una delle opere più famose al mondo e sono stati davvero molteplici gli artisti rimasti incantati davanti a tanta bellezza. Tra questi non si può che citare Antonio Canova che, secondo le testimonianze, avrebbe preferito donare dieci anni di vita pur di poter essere l’artefice del capolavoro.
La fama dell’opera è in continua ascesa, tant’è vero che si riconferma essere uno dei monumenti simbolo del capoluogo partenopeo. Di tutta la statua è, senza alcun dubbio, il sudario ad aver accresciuto anche la fama dell’artista. La resa, che sembra essere quasi trasparente, è stata associata ad una sorta di errore, un processo alchemico fatto dall’autore stesso.
Per questo e per una serie di motivi legati alla conservazione dell’opera, così come ad una corretto funzionamento della gestione organizzativa, si è scelto di vietare la possibilità di scattare fotografie del Cristo Velato. All’interno della cappella, infatti, non è consentito ai turisti poter catturare delle immagini.
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Le motivazioni, come accennato precedentemente, oltre che di natura pratica e organizzativa nei confronti degli altri visitatori, sono per ragioni di decoro e di rispetto del luogo in cui ci si trova. Tutti i divieti previsti dal museo hanno il fine ultimo di garantire un’esperienza di visita più confortevole possibile ad ogni singolo utente.